Qui e Mora. Senza perdere troppo tempo, senza starsi a chiedere se sia giusto che certe gerarchie vadano scalate solo con il tempo e dopo un processo di adattamento. Ma non è la logica fine a sé stessa a guidare Gian Piero Gasperini, bensì il talento del quale è sempre stato uno straordinario intenditore oltre che estimatore, e Rodrigo Mora ne ha da vendere.
Al tecnico sono bastati tre allenamenti per inquadrare il portoghese: pare sia ancora un po’ indisciplinato dal punto di vista tattico, ma col pallone tra i piedi fa ciò che vuole e l’intesa con Paulo Dybala, l’idolo che il diciannovenne di Oporto ammirava da bambino, è venuta spontanea. I due si cercano e si trovano, parlano insomma la stessa identica lingua calcistica: quella della fantasia. Ieri al Fulvio Bernardini sono andate in scena le prime vere prove tattiche anti Fiorentina. La Roma ripartirà dal 3-4-2-1, il modulo sul quale questa squadra è stata fondata e forgiata. I titolari? Praticamente gli stessi della passata stagione a eccezione di Molina,(…).
A sinistra agirà Wesley, recuperato in pieno dopo l’infortunio alla caviglia che lo aveva costretto a saltare l’amichevole di Dortmund e a svolgere soltanto una parte dell’allenamento nelle prime due sedute settimanali. Ieri il brasiliano ha lavorato dall’inizio alla fine coi compagni, come Pisilli che però dovrebbe partire dalla panchina (come Koulierakis) vista la presenza di Cristante e Koné in mezzo al campo. Anche Castro sarà un’arma a gara in corso: la titolarità di Malen non può essere ancora messa in discussione. E la trequarti? Qui il tecnico ha lasciato in sospeso ogni decisione. (…), e il ballottaggio tra Rodrigo e Soulé resta aperto.
Quel feeling che il portoghese ha subito trovato con la Joya non è un fatto scontato: Soulé, nonostante sia molto amico di Paulo, in campo non ha sempre dimostrato di sapersi abbinare al compagno; anzi, spesso i due hanno finito per pestarsi i piedi, accendendosi in modo alternato e quasi mai simultaneamente. Mora, con pochi allenamenti in squadra, può davvero rubare il posto a un calciatore che un anno fa, fino a che ha saputo sopportare la pubalgia, è sceso in campo per 34 match consecutivi tra campionato ed Europa? (…).
Non fosse altro perché Mora si è presentato in gran forma sotto il profilo atletico e risulta avere motivazioni alle stelle. D’altro canto, Soulé continua a essere al centro di diverse voci di mercato e non è ancora uscito del tutto dalla lista dei sacrificabili per fare cassa. Al netto dello spirito con il quale i due approcciano al debutto, l’allenatore continua a pensare soltanto alle questioni tecniche. L’imprevedibilità di Mora potrebbe anche essergli utile a gara in corso, dopotutto. Nel dubbio, ieri ha provato entrambi nel blocco dei titolari: (…).
A un certo punto dell’allenamento, sempre durante la partitella, i due si sono scambiati il fratino. Quando è stato schierato tra le seconde linee, il classe 2007 è finito nella zona di Gianluca Mancini, il più arcigno tra i marcatori. Mancio ha fatto il suo mettendola sulla fisicità, forse anche a scopo “educativo” dando al ragazzo un assaggio del trattamento che troverà in Serie A, Mora però non si è intimidito e ha mostrato tutto il suo repertorio da funambolo. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











