Via Vaz, dentro Fofana. È lo switch che farebbe felice Gasperini e che D’Amico sta provando a trasformare in realtà per consegnare alla Roma un reparto offensivo all’altezza della Champions. Dopo l’eliminazione del Lione dai preliminari di Champions per mano del Fenerbahçe, la Roma ha intensificato i contatti per arrivare a Fofana, protagonista proprio nella sfida europea con uno splendido gol di sinistro al volo. Il ventunenne ha già trovato con i giallorossi un accordo di massima sullo stipendio: circa 2 milioni di euro netti a stagione, esattamente quanto percepisce Robinio Vaz, che alla Roma guadagna 1,5 milioni più bonus. La valutazione di Fofana si aggira sui 35 milioni di euro, cifra che non spaventa la Roma. Il vero punto è il costo complessivo dell’operazione: l’investimento annuale dovrà restare nella fascia tra 10 e 12 milioni di euro. E proprio qui arriva il semaforo verde dei numeri: un acquisto da 35 milioni di parte fissa, accompagnato da uno stipendio lordo di circa 3,5 milioni fino al 2031, sarebbe compatibile con i nuovi parametri economico-finanziari del club.
Per liberare spazio a Fofana, però, serve prima definire il futuro di Vaz. L’operazione tra la Roma e l’Hull City è stata impostata sulla formula del prestito oneroso da 2 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 30 milioni. Adesso la palla è nelle mani del giocatore, che deve accettare definitivamente la destinazione e sta trattando il proprio contratto con il club inglese. E mentre Fofana avanza, continua a vivere anche il canale con il Chelsea per Gittens. Nuovi contatti nelle ultime ore tra D’Amico e l’entourage del giocatore, dopo che i londinesi avevano respinto una prima proposta romanista una decina di giorni fa, costruita sulla formula del prestito con diritto di riscatto. Il Chelsea, fin qui, è rimasto fermo sulla propria posizione: vuole una cessione a titolo definitivo, quindi con obbligo di riscatto. E attenzione anche a Mbaye, in uscita dal Psg. Le prossime ore saranno caldissime per delineare il futuro dell’attacco.
FONTE: Il Corriere dello Sport











