Forse neppure Gian Piero Gasperini poteva immaginare che l’impatto di Donyell Malen alla Roma potesse essere così. Cinque gol nelle prime due giornate di questo campionato, 14 gol in 18 presenze lo scorso anno, una continuità di rendimento che in Italia, all’inizio di un percorso, non si vedeva da mezzo secolo.
Il tutto mentre nasceva la quarta figlia, prima femmina dopo tre maschi, e in mezzo c’è stato pure un Mondiale dove non ha esattamente brillato. Colpa sua? No. L’ex ct Koeman, dopo averlo visto fare faville al centro dell’attacco a Roma, ha pensato bene di rimetterlo esterno, senza dargli neppure una spiegazione. Malen ha fallito, l’Olanda ha fatto eppure peggio. Eppure quello di vincere con la nazionale non è solo un sogno, ma “un’ossessione”.
Lo racconta lo stesso Malen a “Men’s Health”, in un’intervista realizzata ad Amsterdam qualche settimana fa. Domani uscirà la versione integrale, qualche anticipazione è stata diffusa oggi. Emerge il racconto di un ragazzo soprannominato Boeroe, ovvero “il contadino”, nello spogliatoio Orange. Quel senso di fatica e sacrificio non ha mai abbandonato l’attaccante che, (…), rivela: “Il talento è importante, ma senza disciplina non vai da nessuna parte. Quello che un professionista deve fare per restare al massimo della forma non è alla portata di tutti”.
Malen nell’intervista racconta tanto di sé e svela tutti i segreti di un fisico al top. Dalla scelta drastica di eliminare il glutine per sentirsi più reattivo, fino all’uso di tecnologie per il recupero muscolare a casa. Ovviamente questo tipo di attenzione maniacale non è nata negli ultimi – (…) – mesi romani, ma c’era anche quando le cose andavano meno bene: “Pure se partivo dalla panchina continuavo a lavorare come se avessi giocato tutta la partita. Se arrivava la mia occasione non potevo permettermi di esserlo a metà”. Non a caso, quando è sbarcato a Roma e ha iniziato a giocare con continuità, la forma era già eccezionale.
Venti gol e 3 assist in 22 partite, di cui 20 di campionato e 2 di Europa League. Basterebbe questo a raccontare cosa stia rappresentando Malen per la Roma. C’è poi tutto il resto: Dybala che rinnova (anche) perché si diverte a giocare con lui; De Roon che sceglie la Roma (…) per lui; Gasperini che se lo coccola ma gli prende anche un’alternativa di livello (Castro) per averlo sempre al massimo; i tifosi che lo amano (quasi) quanto Paulo e infatti le sue maglie, dopo quelle dell’argentino, sono le più vendute. Se solo Altafini e Nordhal (…) hanno fatto meglio in Serie A vuol dire che il rendimento, finora, è stato all’altezza dei grandissimi.
Se negli ultimi 60 anni solo Batistuta aveva segnato cinque gol nelle prime due giornate, vuol dire che la Roma può appellarsi anche alla scaramanzia, visto che l’ultimo centravanti a vincere lo scudetto in giallorosso è stato proprio Batistuta. E se, infine, dopo anni di critiche non proprio velate, anche l’Olanda chiede al neo ct Xavi di schierarlo centravanti, significa che Malen è davvero nella sua best era. Nel suo “prime” come dicono i ragazzini pazzi di lui. Mica solo loro: Donyell detto Donny ma anche Bobby sta conquistando ogni generazione.(…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – C. Zucchelli











