Finiscono ancor prima di iniziare le partite, quando in campo c’è Donyell Malen. Un’ira di Dio, pure a Lecce. Dopo averne fatti tre all’esordio alla Fiorentina, l’olandese stende i salentini in venti minuti. Una doppietta che vale il ko tecnico completato da Soulé e poi dal poker di Mora nel secondo tempo. Gasperini torna a Roma con un altro 4-0 e con la convinzione che questa squadra adesso fa paura a tutto il campionato. Dominante e letale: la Roma banchetta a Lecce, costruisce in venticinque minuti un risultato che per larghi tratti di gara le è stato persino stretto per quanto sciupato davanti a Falcone. Impotente, come tutto il Lecce, che ha però da rammaricarsi soprattutto per aver contribuito, con strafalcioni difensivi da matita blu, ad aprire la strada alla goleada romanista. (…).
Servivano conferme dopo il pirotecnico esordio, è arrivato un altro spaventoso poker. Ispirato, neanche a dirlo, da un Malen letale: capace di segnare cinque gol in novanta minuti totali in cui è stato in campo tra Fiorentina e Lecce. Ne ha impiegati quattro per bucare Falcone, sfruttando un pasticcio di Gaspar in disimpegno. La doppietta invece la confeziona con un tocco raffi nato, raccogliendo un cross di Wesley e beffando Falcone con un tocco sotto leggerissimo. Il 19° gol in 20 partite con la Roma. Rispetto a una settimana fa gli è mancata la forza letale (…) per regalarsi un’altra clamorosa tripletta. C’è stata festa anche per i compagni stavolta. Prima per Soulé, che all’esordio da titolare ha stampato il 3-0 al 25′ ribadendo in rete una respinta non pulita di Falcone nata proprio da una sua conclusione.
Poi, oltre l’ora di gioco, dal suo sostituto: Rodrigo Mora, al primo centro italiano, puntuale nel girare in area un assist di Mancini. Il Lecce è stato tutto in un contropiede che Geubbels (…) ha incredibilmente calciato addosso a Svilar e in una carambola pericolosa in area Roma nel secondo tempo. Poi Gasp sempre in controllo con una difesa che inizialmente ha perso per infortunio Ndicka (problema all’adduttore) e con un gioco corale e travolgente grazie a un Dybala che, seppur ancora a secco di gol, conferma una forza atletica strepitosa.
Insomma, questa Roma adesso non può più nascondersi. Specialmente con un Malen così: «Sono orgoglioso e felice – (…) -, ma oggi potevo segnare anche qualche gol in più. I sogni sono lì per una ragione, tutti dovrebbero sognare. Siamo concentrati e pensiamo partita dopo partita». Gasp, invece, si è travestito ancora da pompiere: «Giusto che i tifosi siano felici di questo inizio, ma per lo scudetto l’Inter ha un rettilineo di vantaggio su tutti. Poi ci sono squadre chi si stanno attrezzando in maniera notevole, anche più di noi. Tra tutte il Como, che non è da considerare una sorpresa ma è di grande valore, poi le big come Milan, Napoli e Juve. Noi dobbiamo guardare il nostro percorso e migliorarci il più possibile».
Il tecnico poi si concentra su Malen: «Ho avuto la fortuna di allenare tanti attaccanti forti, già al Genoa uno come Milito. Malen è un po’ diverso, anche se Milito un po’ me lo ricorda. Ha questa capacità di controllo e tiro e accelerazione in pochi metri che ti brucia. Entrambi volevamo che giocasse lì, abbiamo fatto una bella scommessa…». Poi sul mercato: «Non esce nessuno, né Koné né altri. Anche la proprietà non è d’accordo a delle vendite a 24 ore dalla fi ne».
Di Francesco, nel post gara, ha fatto autocritica: «Il gol ha scombussolato il nostro piano tattico. A livello fi sico e tecnico ci hanno sovrastato soprattutto nella prima mezz’ora e la responsabilità è solo dell’allenatore. Ho fatto determinate scelte pensando di poterli mettere in diffi coltà, ma dopo il primo gol ci siamo disuniti e in alcune situazioni non ne abbiamo azzeccata una», ha detto il tecnico del Lecce.
FONTE: Tuttosport – F. Tringali











