Esiste il campo ed esiste chi per il campo ha dato la vita. Esiste l’esigenza tecnica ed esiste chi è rimasto negli occhi più a lungo di una lamentela di mercato. Esiste il presente ed esiste la storia. Perché la verità è che sicuramente a questa Roma manca un’ala sinistra, ma in realtà a mancare è molto di più. Manca la sua storia, la sua appartenenza, la visione di chi a Roma è stato e sa cosa significa.
Nei mesi scorsi Bruno Conti ha chiuso definitivamente la sua avventura in giallorosso, l’abbiamo saputo attraverso un comunicato non particolarmente generoso. Così fanno oltre frontiera: quindici minuti per svuotare l’armadietto. Il sentimento è un residuo novecentesco. Invece. Invece è molto di più.
Ora però l’inizio del primo campionato senza Bruno, che della storia della Roma è una delle tre figure intoccabili, impone una riflessione molto seria su come il club dei Friedkin possa onorarlo degnamente, rispettando il campione e la volontà della tifoseria.
È questione di Roma o di morte. Della natura romana, delle origini, delle radici. Nella Roma dei Friedkin sono quasi del tutto spariti i portatori di memoria storica, ma gli americani sono straordinariamente bravi nel rendere omaggio ai loro “grandi” al punto da averlo insegnato anche agli ‘altri’.
FONTE: Il Corriere dello Sport – I. Zazzaroni











