Questione di chimica. Gasperini e la sua squadra sono una cosa sola e i risultati sul campo lo dicono chiaramente da cinque mesi. Ovvero da quando il tecnico è riuscito a compattare il gruppo dopo i dissidi interni di inizio aprile, momento in cui è partita la rincorsa Champions che sembra non essersi fermata mai. IntensitĂ , pressing, fame e tante occasioni create. I novanta minuti contro l’Atalanta potrebbero tranquillamente diventare un bignami pronto all’uso per capire come sono fatte le squadre, e i gruppi, dell’allenatore di Grugliasco.
Da quando è iniziata la striscia di otto vittorie di fila (solo Spalletti e Garcia nella storia del club hanno fatto meglio), ovvero dal successo a Bologna del 25 aprile scorso, la Roma viaggia a una media di quasi tre gol a partita con 23 gol segnati. E nel mezzo tante dimostrazioni di carattere, oltre che di gioco. Basti pensare alla rimonta di sabato all’Olimpico o a quella di Parma, sempre nei minuti di recupero. Momenti forti e situazioni cercare, volute da un gruppo che, al secondo anno sotto la gestione Gasp sembra avere convinzioni diverse, piĂą forti. E poi c’è il fattore panchina. Tra gli aspetti positivi del mercato il tecnico piemontese ne ha sempre sottolineato uno: “Abbiamo migliorato la rosa”.
Un mantra ripetuto diverse volte e che nei primi duecentosessanta minuti di campionato ha avuto i suoi rifletti in campo. Tre gol da subentrati e una marcia che non si abbassa con le sostituzioni. Cinque ingressi di livello, che offrono soluzioni e tengono alta la qualitĂ dell’undici giallorosso. SoulĂ© e Mora si alternano nella formazione titolare, a Castro manca solo il gol con tanta dose di sfortuna. Ma anche negli altri ruoli non si scherza: Pisilli sa offrire dinamismo e Molina in questa fase aumenta il tasso tecnico sulla corsia, mentre in difesa oltre ad un ormai affidabile Ghilardi l’esordio di Balerdi ha lasciato stupiti.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











