Sette lunghissimi anni: più di 2700 giorni. Tanto è durato l’esilio dal calcio che conta, da quell’amaro marzo del 2019 a Oporto, quando un rigore ai tempi supplementari di Telles condannò i giallorossi all’eliminazione e la Roma fu estromessa dall’élite delle grandi d’Europa. Una ferita enorme. Gli unici sopravvissuti? Cristante e Pellegrini. Ma tutto l’ambiente uscì distrutto da quella partita, in particolare per un torto arbitrale (mancava un rigore su Schick neanche rivisto al Var) che compromise la stagione, segnando tra l’altro la ‘ ne del mandato di Eusebio Di Francesco, esonerato tre giorni dopo. (…) La Roma riapre le porte del teatro della Champions League, ma il sorteggio della nuova League Phase non è stato per nulla leggero. Del resto, ha spalancato le porte dell’armadio, liberando tutti gli spettri del passato in un colpo solo.
(…) Da allora, la Roma ha vissuto un lungo e appassionato “dolce purgatorio”. Ha imparato a rinascere nelle notti di provincia europea, alzando al cielo la Conference League a Tirana sotto la guida di José Mourinho, (…), in quella maledetta finale di Europa League contro il Siviglia. «È l’unica partita della mia carriera che vorrei rigiocare», ha confessato di recente lo Special One. Adesso
(…) Il destino, che possiede un senso dell’umorismo spiccato, ha deciso che il primo passo di questo ritorno debba compiersi all’inferno di Istanbul. Giovedì, alle ore 18.45 in punto, la squadra di Gian Piero Gasperini farà il suo esordio in casa del Fenerbahçe. Sarà una notte ad altissima tensione, incastonata tra la vittoria interna contro l’Atalanta e il rinvio a lunedì della trasferta di Torino. Sulla strada dei giallorossi ci sarà un ambiente caldissimo, ma anche un concentrato di ex veri, ex avversari e quasi ex. In attacco spunta l’ombra di Romelu Lukaku e in‘ ne Mason Greenwood, l’esterno d’attacco a lungo corteggiato e inseguito a vuoto dalla dirigenza per tutta l’estate, prima che cedesse alle lusinghe turche. Non ci sarà invece Guendouzi. (…).
Ma il viaggio nei ricordi e nei fantasmi è appena iniziato. Un mese più tardi, il 14 ottobre, l’Olimpico versione notturna vivrà il suo corto circuito più incredibile: la Roma ritroverà proprio lui, José Mourinho, l’uomo della storia, dei sold out, della coppa alzata al cielo a Tirana e delle lacrime di Budapest, oggi seduto sulla prestigiosa e pesante panchina del Real Madrid. Tra le s‘ de di campionato contro Como e Genoa, la Capitale riabbraccerà lo Special One in una notte che si preannuncia carica di elettricità. E come se non bastasse, appena una settimana dopo, il 20 ottobre, le lancette della memoria torneranno indietro al 2011. A Roma arriverà lo Slovan Bratislava, il club slovacco che evoca il ricordo traumatico dell’eliminazione ai preliminari di Europa League (…).
(…) La quarta giornata evoca ricordi nerissimi. Il 3 novembre si va a giocare dentro l’Old Trafford per affrontare il Manchester United. Impossibile non provare terrore ripensando alle débâcle del passato: il “Teatro dei Sogni” evoca storicamente le ferite più profonde della storia romanista, dalle goleade fino a quel drammatico 7-1 del 2007. Sulla panchina dei Red Devils adesso c’è Michael Carrick, che da giocatore fu autore di una doppietta proprio in quella serata maledetta. A ‘ ne novembre, il 25, la truppa di Gasperini volerà invece al Parco dei Principi per incrociare le armi con la corazzata del Paris Saint-Germain, guidata da un altro grande ex come Luis Enrique, diventato due volte campione d’Europa dopo aver lasciato Trigoria tra l’incomprensione generale. Una s‘ da complicatissima, ma che sa di prova del nove.
(…) L’ultimo impegno europeo del 2026, l’8 dicembre all’Olimpico contro lo Sporting Lisbona – una partita insidiosa e incastrata prima del derby contro la Lazio di Gattuso – farà da prologo al rush ‘ finale di gennaio 2027. Dopo la sosta, il calendario manderà in apnea la Roma: cinque partite in due settimane. Il 19 gennaio la trasferta ad Atene contro l’AEK precederà la chiusura della League Phase sul prato di casa contro il Lille. Ed è qui che si paleserà un altro fantasma: sulla panchina dei francesi c’è Davide Ancelotti, figlio d’arte di quel Carlo che per la Roma ha rappresentato un sogno mai realizzato in panchina, ma anche un combattente in campo da giocatore. Insomma, più che una fase campionato Il talento portoghese Rodrigo Mora, 19 anni, arrivato in estate dal Porto. Sopra, Gian Piero Gasperini, 68 di Champions League, si può parlare di una seduta spiritica a campo aperto, da porta a porta. La Roma di Gasperini torna sul palcoscenico più luccicante d’Europa con l’idea di non fare la comparsa. Anzi, vuole s‘ dare i propri demoni, esorcizzare il passato e dimostrare che, (…), le notti dei giganti appartengono di nuovo al popolo giallorosso.
FONTE: Tuttosport – L. Scalia











