C’è qualcosa di nuovo nella Roma di Gian Piero Gasperini. Rispetto al suo primo anno nella Capitale, il Gasp ha imparato ad accontentarsi. Non riesco a vincere? E allora cerco di non perdere. Mi prendo il puntarello e faccio classifica. Ecco spiegato il cambio nel finale di Istanbul: fuori Malen, dentro De Roon. Un caso, e niente più, il pari turco? Lo scopriremo solo vivendo. Come sempre. Nell’attesa, va ricordato che nella passata stagione i pareggi sono stati 5 in 49 partite. Come dire che l’ics è un segno molto raro nella schedina di Gasp.
Se non altro la mossa di Istanbul sta a confermare quanto GPG conosca la propria squadra. Pochi giorni prima dell’esordio in Champions, all’Olimpico contro l’Atalanta, la Roma si era ritrovata in parità a una manciata di secondi dalla fine ma Gasperini non ha pensato neppure un attimo di accontentarsi. Non ha frenato i suoi, non li ha invitati a controllare il risultato ma li ha spronati a tentare di fare il secondo gol. Questo perché si era reso conto che la squadra aveva la testa e le gambe per poterlo fare. Risparmiare qualcosa non appartiene al calcio di Gasperini, ma talvolta è necessario farlo.
Messa da parte la Champions, si torna a pensare al campionato. Lunedì la Roma sarà impegnata in casa del Toro, là dove sbocciò l’amore (pallonaro) tra Dybala e Malen e probabilmente Gasperini darà spazio all’inizio a qualcuno che finora non è ancora stato titolare. Tipo Balerdi (le due sostituzioni di fila di Mancini ci stanno raccontando qualcosa) oppure Castro, rimasto in panca a Istanbul. Monitorando giorno dopo giorno le condizioni di Koné e pure di Dybala, intoccabile per Gasp. Almeno finora.
FONTE: Il Corriere dello Sport. M. Ferretti











