Ieri per la Roma è stata una di quelle notti. Quelle in cui prendere sonno diventa un esercizio drammaticamente complesso. Perché la partita conta e, anziché appisolarsi, il compagno di squadra comincia a parlarti degli avversari, delle attese del pubblico, della possibilità di svoltare una stagione e magari pure una carriera. Qualche volta ai calciatori viene chiesto di restare a dormire a Trigoria prima di una partita casalinga, ma non accade sempre. Spesso si preferisce farli tornare dalle loro famiglie. Stavolta no, sono rimasti tutti al Fulvio Bernardini dopo l’allenamento di ieri. Qualche momento di svago, la cena, il riposo, il risveglio di stamattina, la colazione, la rifinitura.
A poche ore dal match, nella sgambata mattutina Gasp metterà in campo la formazione titolare. Anche ieri ha lasciato qualche dubbio sparso. Uno è in difesa. I tifosi si chiedono ad esempio se questo Balerdi, quello che a Gasp «ricorda Baresi», possa davvero fare panchina. «Bisogna anche abituarsi un po’ ai cambi con i difensori – ha spiegato il tecnico – perché quasi tutte le squadre a un certo punto fanno entrare degli attaccanti freschi». Insomma, anche un centrale forte può essere un’arma.
A iniziare il match potrebbero essere dunque i soliti Mancini, N’Dicka ed Hermoso, quest’ultimo recuperato dalla contusione alla caviglia di mercoledì. Il secondo punto interrogativo riguarda la fascia destra, dove lo sprint di Lulli convince più di quello di Molina. Wesley tornerà titolare dopo il problemino che gli ha impedito di esserci a Torino, riprendendo probabilmente possesso della corsia sinistra. L’altro tassello da completare è il solito sulla trequarti, anche se in questo momento Soulé appare favorito su Mora per assistere il famelico Malen e l’ispirato Dybala nel 3-4-1-2, quest’ultimo pronto per la sesta consecutiva da titolare in meno di un mese.
La rigenerazione della Joya è una notizia che Gasperini s’aspettava. Lui è sempre stato convinto che i giusti allenamenti avrebbero potuto donare a questo calciatore una seconda parte di carriera smagliante. Così è: Paulo a 32 anni ha trovato il top della forma e non passa più da alcuna gestione conservativa; quando supererà gli attuali timori a calciare forte (…), arriveranno pure i gol.
Nel frattempo, sta deliziando i romanisti con gli assist, 4 e non 5 visto che l’ultimo per Malen non gli è stato conteggiato dalla Lega. A centrocampo i soliti Koné e Cristante, nonostante la crescita di Pisilli e De Roon. Nella Roma «dei venti titolari», come li considera Gasp, continuerà a esserci spazio per tutti. Più difficile immaginare la formula conservativa, con Pisilli sulla trequarti. La Roma viaggia sulle ali dell’entusiasmo e vuole giocare tutte le proprie carte offensive.
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











