Ad André Villas-Boas i tifosi del Porto non hanno ancora perdonato del tutto la scelta di lasciar andare un loro figlio prediletto. Ma nel calcio, si sa, i matrimoni si fanno in due e sulle rive del fiume Duero hanno imparato da tempo che tutto scorre, persino il talento. Ma anche ogni cosa ha un giusto prezzo. Nel caso specifico di Rodrigo Mora: 50 milioni di euro, 25 presi subito e altrettanti da incassare in futuro con pagamenti dilazionati o tramite la rivendita.
Di campioncini, dopotutto, loro ne producono a quantità industriali, diremmo quasi in serie, e non da oggi. E poi un presidente deve ragionare da pater familias. «Rodrigo voleva andare e la concorrenza in squadra era tanta», ci ha confidato da Copenaghen, durante l’assemblea della European Football Club, il numero uno dei dragoni. Un tempo studiava gli avversari come assistente di José Mourinho, poi ha vinto in Europa con lo stesso club raccogliendone l’eredità. Oggi è il presidente.
«Oh, un talento immenso che renderà felici i romanisti».
L’investimento è stato notevole per un 19enne… «Troverà il suo spazio e incanterà Roma, ne sono sicuro. Ha personalità e qualità tecniche non comuni e vuole avere una grande carriera».
Al Porto non poteva averla? «Era un idolo per i tifosi, un gioiello della nostra formazione, ma alla fine questa grande competitività in squadra lo ha portato ad avere un minutaggio che lui pensava non fosse sufficiente. Così abbiamo deciso di ascoltare delle offerte e la Roma è stata davvero decisa nel prenderlo».
Gasperini in cosa può migliorarlo? «Io adesso faccio il presidente, non più l’allenatore».
Però conosce Mora meglio di tutti… «Penso sia un talento tecnicamente tra i migliori in circolazione e in futuro, con il lavoro tattico di un maestro come Gasp, può diventare un top mondiale». Anche fisicamente? «Beh, non può diventare alto un metro e ottanta. E se parlate di muscoli direi di no, ha già abbastanza qualità nei piedi». (…)
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











