Chiedi chi era José Mourinho. Per Roma, per i romani. «Quel murale mi ha svoltato la carriera», racconta lo street artist Harry Greb nella sua bottega Trastevere artwear in via della Lungaretta. In meno di tre giorni, cinque anni fa, aveva trasformato l’attuale tecnico del Real Madrid in un murale che ha fatto il giro del mondo a bordo di una Vespa Special (One). Mou era stato annunciato come nuovo allenatore della Roma e, di lì a poco, la Vespa l’avrebbe guidata davvero, per le vie di Trigoria, dove ha anche incontrato il suo ritrattista.
«Ho conosciuto una persona diversa da quella che appare in televisione. José è molto più umano e umile di come sembra. E stato lui a volermi conoscere», rivela Greb. «È come se l’energia di Mourinho non se ne fosse mai andata», spiega il doppiatore Luca Ward. Se dovessi paragonarlo a uno degli attori che ho doppiato, direi che Mou è come Samuel L. Jackson». Perché? «Sembra aggressivo, ma sotto sotto non lo è. Attacca per non esse-e attaccato, come un vero combattente», conclude Ward. Dietro le quinte c’è un altro José.
È quello delle colazioni al Caffè Hungaria di piazza Ungheria, che il tecnico amava frequentare, anche con il suo vice Salvatore Foti. «Abbiamo conosciuto una persona educata e ri-ervata», racconta chi lo ha servito in alcuni dei locali del quartiere Parioli, dove abitava. Dagli artisti agli attori, fino ai tifosi davanti al Roma Store in via del Corso, il coro per l’ex allenatore è unico: «Gli sarò sempre grato, perché mi ha insegnato come vincere nella sofferenza. Il trionfo in Conference League è il ricordo più bello della mia giovane vita da tifo-so. Sono sicuro che anche Gasperini ci porterà un trofeo», sorride Andrea.
FONTE: La Repubblica











