Riflessioni in ordine sparso, aspettando l’abbraccio con Mou. La Roma dì Como? Non male. Tornare dalla gita al lago con un “puntarello” e un clean sheet dopo aver giocato (recupero compreso) un tempo con un uomo in meno e con un portiere, Gollini, assente dalla Serie A da oltre due anni non può, non deve alimentare rimpianti. Anzi, l’esatto contrario. Sennò tutte le cose belle, bellissime dette/ scritte sul conto della squadra di Cesc Fabregas sarebbero da buttare nel cassonetto dell’indifferenziata. A mente fredda, una Roma tosta, solida, sicura di sé e, quindi, capace di portare a casa un pari nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Malen.
Il Real, e ci mancherebbe altro, gode dei favori del pronostico, ma la Roma operaia di Como merita rispetto. E José, lo, vedrete, non cadrà nell’errore di sottovalutare le risorse della sua ex squadra. Un gruppo buono per tutte le esigenze, in avvio architetto poi muratore: ecco l’ideritikit della Roma. Prima del rosso a Malen, la squadra di Gian Piero Gasperini aveva giocato e pro più del Como senza raccogliere nulla sul piana pratico per via di errori di mira o di sostanza nelle conclusioni. Una Roma nuova sul piano tecnico, la solita (o quasi) Roma sul piano tattico.
FONTE: Il Corriere dello Sport – M. Ferretti











