In quella corsa pazza dopo il gol, apparentemente spaesata e senza una direzione chiara, c’è chi ha visto il senso più profondo di un percorso delineato: realizzando di aver segnato la prima rete in Serie A, in cerca di qualcuno di abbracciare, Emanuele Lulli ha puntato volutamente verso Gasperini, l’allenatore che un bel giorno gli ha detto «tu non te ne vai da qua, tu resti». Il terzino della Primavera s’era quasi rassegnato all’idea di andare in prestito dopo un buon pre-campionato. Era dato vicino all’Avellino di Nesta e la trattativa non si è chiusa velocemente soltanto perché, prima di procedere col trasferimento annuale, c’era un contratto da prolungare essendo in scadenza a giugno del 2027. È stato proprio questo limbo temporale a cambiare la storia del calciatore cresciuto a Palestrina e passato dalla Tor Tre Teste prima dell’approdo a Trigoria. Mentre Emanuele preparava le valigie, Gasp e il suo vice Gritti apprezzavano i suoi progressi e lo coinvolgevano sempre di più anche nei test estivi, facendo di necessità virtù dato che un altro terzino, dopo Molina, non sembrava dovesse arrivare.
La maglia da titolare alla prima di campionato è stata come la firma su un manifesto: gioca e giocherà, parola di Gian Piero. Così è stato. Dopo sette giornate Lulli risulta essere il secondo esterno giallorosso più impiegato con 401 minuti in campo, appena 20’ in meno dell’inamovibile Wesley, 100 in più di Molina e oltre il doppio rispetto a Rensch. «Per valori atletici, velocità e resistenza, è superiore a tutti, anche a Wesley. Una forza della natura», la benedizione pubblica del tecnico. (…).
Va da sé che i discorsi sul rinnovo siano partiti già prima di Roma-Genoa. Il suo agente, Pocetta, è lo stesso col quale D’Amico ha trovato l’intesa per la permanenza di Pellegrini: il rapporto tra le parti è ottimo e l’intenzione reciproca è di fare in fretta, così la strada aperta somiglia già a un’autostrada. In questo momento si sta ragionando su un prolungamento al 2031 per una cifra che, complessiva di bonus, potrebbe sfiorare il milione di euro l’anno.
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FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











