Un imperativo categorico risuona sotto il cielo della Roma: vincere. Nient’altro. Gian Piero Gasperini non ha usato giri di parole ieri alla vigilia della sfida con lo Slovan, tracciando la rotta ad una squadra chiamata a riannodare all’Olimpico il filo con le vittorie in ambito internazionale. Dopo aver raddrizzato il cammino in campionato, l’Europa non concede più sconti: ad un solo punto nel girone di Champions dopo il pari col Fenerbahce e la beffa subita col Real, i giallorossi andranno stasera a caccia di una svolta.
«Lo Slovan è una squadra dinamica, preparata bene atleticamente e con qualche ottimo giocatore – ha spiegato ieri Gasp -. Non è sicuramente di prima fascia, ma tutte le gare di Champions sono difficili. Non li sottovaluteremo di certo, anche perché abbiamo bisogno di vincere per provare ad andare avanti. Ne servono almeno 10 di punti per farlo e ci serve conquistarne più possibile in casa».
Il tecnico ha anche aperto alla possibilità di vedere Malen e Castro in coppia: «Per caratteristiche potrebbe essere la partita giusta, ma non so se dall’inizio. Probabilmente a partita in corso. Non voglio snaturare le geometrie di una squadra che crea tanto e segna solo per la voglia di vedere due giocatori in coppia. L’attacco funziona così, con caratteristiche diverse».
Gasperini è tornato infine sulla partita col Genoa e sui due talenti Lulli e Mora: «Non ho mai avuto dubbi su tutti i giocatori che ho a disposizione. Le mie perplessità sono solo sulla questione numerica, ne servirebbero di più. L’altra sera col Genoa hanno risposto tutti bene. Lulli lo avevo già notato in Primavera. Ha caratteristiche atletiche di alto livello, superiori alla media. Su Mora mi sono già speso tanto. Ha un fisico particolare e deve strutturarsi, ma ha un talento che si vede subito. Abbiamo la necessità di far crescere un giocatore così».
FONTE: La Gazzetta dello Sport











