Leggero, tranquillo, quasi sollevato. Dopo un’estate in attesa di un sì, quello che conta ora è giocare, tornare protagonista, guidare la Roma con la fascia al braccio in Champions. Pellegrini è pronto. Alto, basso, in mezzo o sulla fascia, l’importante è esserci. Lo è sempre stato per un ragazzo che alle spalle ha la bellezza di 352 presenze con la Roma (…), figuriamoci dopo un purgatorio iniziato lo scorso 10 aprile: «Gioco dove mi chiede Gasperini ma è normale che ognuno ha le proprie caratteristiche. Non sarò mai un esterno a tutta fascia. Mi piace giocare con la palla tra i piedi ma tutta la squadra ti mette nelle condizioni di dare il 100%. Mediana o trequarti l’importante è trovare lo spazio di ricevere il pallone e guardare in avanti sfruttando lo spazio che si ha».
Vicino a lui Gasp ascolta. L’impressione, al di là si sia mostrato possibilità nel farlo traslocare in mezzo, è che per lui Lorenzo sia fondamentale in avanti, capace come pochi altri di regalare equilibrio alla squadra. Un rapporto forte tra i due, di stima reciproca. Ed è storia risaputa quanto l’allenatore abbia spinto con il club per il rinnovo di Lorenzo che gli tributa il ringraziamento pubblico dovuto: «È stato semplicemente fondamentale. L’anno scorso abbiamo iniziato in una situazione nella quale sembrava normale separarsi, come se fosse arrivato il momento giusto per farlo. Da parte mia invece con l’allenatore ci siamo sempre trovati nel percorso che avrei dovuto fare, nonostante fossi in scadenza. Ho sempre dato massima disponibilità per fare il bene della squadra. E quest’estate ho sempre sentito lui e il suo staff che mi hanno dimostrato la loro vicinanza. Tutti volevano che rimanessi. È stato tutto naturale e semplice. Sono molto contento».
Questa sera c’è lo Slovan, una partita da vincere magari segnando anche qualche gol che poi potrebbe diventare fondamentale nella volata finale per i playoff: «La pressione c’è sempre, in tutte le partite si entra per vincere e per andare forte. È una bella sensazione alla quale siamo abituati. Ho ritrovato un gruppo unito, sano in cui tutti stanno bene insieme e si lavora forte. C’è voglia di migliorarsi globalmente, non solo personalmente anche se per quanto mi riguarda posso ancora alzare il livello fisico. Inizialmente è stato più difficile, non ero al livello dei miei compagni. Ora va un po’ meglio».
E questa escalation arriva nel momento giusto. L’infortunio di Dybala rischia di privare la Roma dell’argentino per un paio di settimane. Che, calendario alla mano, vuol dire la bellezza di almeno 4 partite (…). È arrivata l’ora di Pellegrini che Lorenzo deve essere capace di sfruttare. A Como è tornato bene, con il Real e il Genoa è andato un po’ più al piccolo trotto. Normale dopo un’assenza così lunga. Adesso bisogna accelerare.
FONTE: Il Messaggero – S. Carina











