A voler proprio guardare il pelo nell’uovo, ci sarebbe da descrivere i brividi di fastidio che ogni romanistaha provato ieri al 39’ del secondo tempo quando Unai Gomez ha calciato di sinistro quasi dal limite un diagonale che si è per fortuna spento a due centimetri dal palo alla destra di Gollini: se avesse segnato, sarebbe stato il gol del 3-4, con ancora sei minuti da giocare più quattro poi assegnati di recupero. Dieci minuti in cui la Roma sarebbe forse affogata nelle recriminazioni per una partita che a un certo punto sembrava poter giustificare un distacco numerico di un decina di gol, visti i quattro segnati nel primo tempo, i due clamorosi legni presi e quella sensazione di straripante superpotere, di quelli che provi solo nelle stagioni in cui ti rendi conto che nessuno riesce a starti dietro. (…). Il 5-2 finale è valso dunque la settima vittoria su dieci partite, ha confermato l’imbattibilità e ha confezionato il miglior bottino di reti di sempre della storia: 28, due più del precedente record segnato nelle stagioni 1960/61 e 2016/17. (…).
Il dominio della Roma è stato incontrastato, sin dalle prime battute. Gasp aveva scelto di far riposare Mancini e non rischiare Balerdi, torneranno utili all’Old Trafford, anche se ormai là dietro chiunque giochi garantisce rendimento altissimo, e aveva mandato in campo stavolta Ghilardi, Ndicka ed Hermoso, lasciando Molina a destra sulle tracce del veloce ma inconsistente Kamara e Wesley a sinistra a vedersela con Vojvoda, in mezzo Cristante e de Roon, inossidabili, davanti Soulé e Mora con Malen, con in panchina Pisilli, eventuale jolly di gestione, e Castro eventuale cambio offensivo. (…).
Al 3’ un tentativo da lontano di Miller deve aver illuso qualcuno al Bluenergy Stadium che l’Udinese avesse velleità ed ambizioni, ma ci ha pensato Cristante a far capire che non sarebbe stata la serata del riscatto, anticipando di testa al 10’ lo sprovveduto Palma su un bel cross tagliato di destro da sinistra di Wesley: detto questo, se non ci fosse stata la papera di Okoye che non è riuscito a calcolare la traiettoria piuttosto centrale della deviazione, forse la palla non sarebbe mai entrata. (…). Ieri alla fine sono stati addirittura cinque, grazie alla prodezza finale di Ghilardi, ma considerati i pali e le occasioni mancate avrebbero potuto essere più del doppio. Dagli appunti saltano fuori tutte le occasioni del primo tempo: al 14’ Soulé ha saltato Palma con un sombrero e ha mandato nello spazio Malen, ma Kabasele lo ha fermato bene, poi, dopo un tiro di alleggerimento di Vojvoda controllato da Gollini, ci sono stati dieci minuti a tinte giallorosse da far tremare tutto il Bluenergy. Li ricordiamo uno dopo l’altro: al 28’ un lancio strepitoso di Cristante in versione Bellingham per Soulé ha costretto Palma ad un intervento scoordinato di testa che di fatto ha aggiustato l’assist per l’argentino che, quasi abbagliato da tanta grazia, ha concluso con un sinistro che si è schiantato sul palo; (…). A bufera finita, l’Udinese si è ritrovata sotto di 4 gol e fischiata da tutto lo stadio, tranne la parte festosa di tutta la curva sud romanista, 5000 cuori felici e quasi increduli di fronte a tanta bellezza. (…).
La Roma è tornata in campo un po’ troppo morbida e dopo 5 minuti Zaniolo ha accorciato le distanze riprendendo una mezza parata di Gollini che a sua volta era stato bravo a respingere un tiro di Miller deviato da Ghilardi. Subito dopo Molina avrebbe potuto regalare a Malen l’assist per il 5-1, ma ha sbagliato la misura del tocco decisivo. Runjaic ha inserito Gomes e Chakwetadze per gli spenti Davis ed Ekkelenkamp, lasciando Zaniolo unico riferimento centrale offensivo, Gasp ha risposto con Pisilli e Castro per Mora e Malen, per un assetto più ragionato. (…). E dopo lo spavento corso sul sinistro di Gomez e un altro clamoroso errore di Molina a sprecare un 2 contro 1 sbagliando l’assist per Castro, è arrivato il definitivo gol del 5-2 con un elegante scucchiaiata di Castro per Ghilardi che si è permesso il lusso di segnare un gran gol, con stop di petto e destro al volo sotto la traversa. Applausi e sipario.
FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco











