
In tribuna ci sarà Pallotta, e ci saranno tanti ex compagni del capitano tutti con la maglia numero dieci (pronta una coreografia a sorpresa organizzata dalle persone più vicine a Francesco). «È il miglior giocatore che abbia mai visto», ha twittato ieri Maradona. Anche gli Irriducibili della Lazio gli hanno dedicato uno striscione ieri all’Olimpico («I nemici di una vita salutano Francesco Totti»). A dire addio domenica però sarà anche l’antagonista Spalletti. Il tecnico, infatti, avrebbe già comunicato a parte della dirigenza la decisione finale: niente rinnovo e secondo addio alla Roma dopo soli 17 mesi dall’inizio della sua seconda avventura. «Resto solo se vinco», aveva ripetuto più volte durante la stagione pur concedendosi qualche retromarcia. Con l’accesso in Champions ormai agguantato e lo scudetto perso ufficialmente non c’è più motivo di tentennare ancora. Lo sa la squadra, e lo sa Monchi alla caccia del sostituto ormai da diverse settimane. Il suo preferito resta Emery, ma il Psg potrebbe dare una seconda chance allo spagnolo. A quel punto il favorito diventerebbe Paulo Sousa, con Di Francesco subito dietro. Spalletti (ieri in tribuna ad Empoli) invece aspetta l’Inter di Sabatini. Tutto dipende da Conte tentato dai tanti milioni offerti da Suning.










