
La teoria c’è, come attestano le parole di Perotti, la pratica è da mettere a punto: «Dobbiamo migliorare tante cose, capire quello che ci vuole trasmettere Eusebio. Ce la mettiamo tutta e finora abbiamo capito quello che chiede: squadra corta, pressione alta e giocare sempre in avanti, per gli esterni puntare l’uomo e tagliare dentro. Piano piano stiamo imparando, è diverso da Spalletti. Con l’arrivo dei nazionali si è fatto tutto più facile». Con loro si è completato un quadro che era difficile mettere a fuoco a Pinzolo, dove c’erano più giovani ed esuberi che titolari. Rispetto alla gara con i francesi si sono aggiunti anche Defrel, Under e Kolarov. La fascia sinistra della difesa era uno dei problemi più grandi, col Psg avevano fatto a turno i terzini Moreno e Juan Jesus, palesando la lacuna maggiore della Roma. La «toppa» è l’ex Lazio prelevato dal Manchester City, provato ieri nella partitella del mattino e pronto all’esordio contro il Tottenham. Sarà lui il proprietario della corsia mancina almeno fino a novembre, quando il suo «vice» Palmieri potrà tornare in campo dopo l’operazione al ginocchio e cercherà di riconquistarsi il posto, con un obiettivo chiaro in testa: «Ora comincia il bello: tra poco torno a correre. Sono proiettato al futuro, voglio giocare il Mondiale. Kolarov ci aiuterà, sono contento di avere in squadra un calciatore così importante». Capace, tra le altre cose, di battere punizioni e calci d’angolo: lui e Perotti ieri hanno fatto un focus sui calci piazzati.
Si è giocato 12 contro 12 in allenamento e davanti con l’argentino c’era spazio per Defrel, Dzeko e Iturbe, ma nella vera Roma per il paraguaiano probabilmente non ci sarà nemmeno un posto in panchina. Edin e Gregoire insieme è invece più che un’idea: Di Francesco può testarli subito per verificare il feeling tra i due, anche se a destra spera di poter schierare presto l’obiettivo numero uno di Monchi, Mahrez. Il diesse è volato ieri a Boston e, oltre alla missione rinnovo Nainggolan, porterà avanti la trattativa per l’esterno del Leicester: c’è la volontà di avvicinarsi alle alte richieste economiche degli inglesi, tesoretto e Pallotta dicono che si può fare. Il compagno di squadra Vardy ha detto la sua: «Ryad sta dando il 110% in allenamento. Avete visto come ha giocato contro il Liverpool? Le voci di mercato non lo toccano».
Ma sono più di semplici voci ed è l’algerino in primis a spingere per venire alla Roma. In America si proseguirà senza di lui, perché il tira e molla non sembra destinato a risolversi rapidamente (mentre si sta chiudendo per il prestito di Seck all’Empoli), ma nel frattempo Di Francesco potrà visionare gli altri nuovi acquisti. Pellegrini e Gonalons chiedono spazio in un centrocampo affollatissimo, Under deve abituarsi ai ritmi della squadra e dovrebbe entrare in corsa, Moreno non è al meglio per un vecchio affaticamento ed è in vantaggio la coppia Manolas-Fazio, ancora out El Shaarawy. Sul volo per New York (sarà un blitz: ritorno dopo il match) ci saranno anche Pallotta e Monchi: tutti a vedere la vera Roma com’è.










