
SENZA RADJA – «Qui dove tutto è iniziato», ha scritto sui social Dzeko, postando una foto con i ragazzi dello Zeljeznicar al Grbavica. Lì Edin è diventato calciatore, oggi è il capocannoniere in carica della Serie A, centravanti di una Roma che ha cambiato tanto – da Spalletti a Di Francesco giusto per citare la panchina – ma l’ha tenuto come stella polare del mondo giallorosso. «Sono felice che nel Belgio non ci sia Nainggolan, conosco bene il suo valore, per noi non averlo contro è un vantaggio», se la ride Edin. Magari un modo di innervosire il c.t. Roberto Martinez, che invece questa vigilia l’ha trascorsa a capire come sostituire il suo centravanti titolare, Romelu Lukaku, infortunato. E a Martinez è venuta una pazza idea: copiare Maurizio Sarri. Quel Sarri che, un po’ scherzando e un po’ no, a inizio settimana aveva dichiarato: «Sto cercando di telefonare a Martinez, devo parlargli di Dries, ma non riesco a contattarlo». E sì che al Napoli capolista non dispiacerebbe mica, se i Diavoli Rossi per una sera fossero buoni al punto di risparmiare qualche minuto a Dries. E invece no: Martinez con ogni probabilità stasera schiererà Mertens da centravanti. Nel ruolo che il belga scoprì per caso proprio di fronte a… Dzeko. Napoli-Roma dell’ottobre di un anno fa, Milik è fuori per infortunio, Gabbiadini delude e così a partita in corso Sarri si inventa il falso nove, che di falso invece non aveva niente. Quel giorno vinse la Roma di Dzeko: due gol del bosniaco, che con quella doppietta cancellò gran parte dello scetticismo (al netto di qualche irriducibile ancora critico) dovuto alla stagione precedente.
IN FOTOCOPIA – Doppietta che a Dzeko servirebbe stasera, per un bis con altra maglia, aspettando un altro Roma-Napoli. «Probabilmente lasceremo l’iniziativa a loro, sono una delle nazionali più forti d’Europa – ha detto ieri Edin in conferenza stampa – Ma abbiamo possibilità di vittoria, dobbiamo combattere, se tutti diamo il massimo possiamo farcela. Giocare in questo stadio sarà una sensazione speciale». Sensazioni che magari non dureranno a lungo: «Tra un po’ ci sarà anche una Bosnia senza Edin Dzeko». Un Belgio senza Mertens, invece, Martinez ora non lo immagina. Eppure il materiale in attacco ce l’ha. Ma i numeri qualcosa contano. Quelli di Edin e Dries sembrano fotocopiati: 7 reti a testa in campionato, una ciascuno nei gironi di Champions e 5 gol nelle qualificazioni Mondiali sia per l’uno sia per l’altro. Due modi opposti di essere centravanti, in fondo due pesi specifici diversi per i rispettivi c.t. – Dzeko non ha intorno il ben di Dio che ha Mertens –, ma la stessa enorme capacità di mettere la strada in discesa ai propri compagni. A Sarajevo stasera farà freddo, quasi 15 gradi in meno di quelli che Edin e Dries hanno lasciato a Roma e Napoli. Manica lunga e via, dritti verso la porta. Per una sera, almeno, senza pensare a Di Francesco e Sarri. Per un’altra sera, l’ennesima, con il gol nell’obiettivo.










