
La questione della valuta (il giocatore si era detto contrario al pagamento in rubli) in realtà nascondeva altri dubbi: il greco semplicemente non se l’è sentita di andare a San Pietroburgo e non ha potuto fare altro che lasciare i russi sull’altare e dire di no a un’offerta ricchissima. Un «niet» che non ha fatto piacere alla Roma e che ha scombinato le carte di Monchi, costretto a dover subito vendere Rudiger al Chelsea per questioni di bilancio. L’inevitabile tensione creatasi tra il club e Manolas non è durata molto: il greco alla fine è rimasto a Roma, instaurando anche un buon rapporto con Di Francesco che lo considera adesso una colonna portante del reparto difensivo. «È una grande persona e diventerà un grande allenatore – ha rivelato Manolas prima dell’ultima sfida con il Milan – è una persona seria che ama impegnarsi, spero che questa stagione possa dargli soddisfazioni, lo merita davvero».
Parole da leader che arrivano dopo un primo scorcio di campionato giocato su ottimi livelli da Kostas. E la società? Tornato il sereno, il club ha subito messo tra i suoi obiettivi quello di sedersi al tavolo con il procuratore del centrale e cercare di trovare un accordo per il prolungamento. Anche in ottica di un’eventuale cessione futura: per questo tra le parti si discute anche dell’inserimento di una clausola rescissoria che il giocatore vorrebbe inferiore ai 40 milioni di euro. E’ il classico gioco delle parti con un finale ancora da scrivere: da un lato c’è un club che vuole blindare il suo leader difensivo, dall’altra c’è un calciatore che ha dato la disponibilità a restare ma a determinate condizioni. La trattativa sta per entrare nel vivo.










