
PROVA DEL FUOCO – Gli unici due sicuri di giocare, infatti, sono Manolas e Kolarov: a destra Peres scenderà in campo se Florenzi sarà confermato davanti, al centro invece sulla carta Fazio è considerato il compagno ideale di Kostas, ma i dieci giorni in Sudamerica potrebbero premiare Juan Jesus, che si è sempre allenato a Trigoria e la scorsa stagione con il Napoli ha fatto molto bene, limitando Callejon. Lo spagnolo, ieri come oggi, è uno dei pericoli maggiori della squadra di Sarri, 25 gol realizzati, 5 in più della Juve, al secondo posto, e 14 in più della Roma, distante 6 lunghezze in classifica (ma con una partita in meno).
UN ANNO DOPO – Per la difesa romanista l’esame sarà di quelli difficili, ma guai a parlare a Di Francesco di un reparto soltanto: tutta la squadra, come ha detto un paio di giorni fa, «dovrà essere molto corta» per limitare un gruppo che davanti al portiere avversario sembra inarrestabile. I numeri lo certificano: il Napoli segna senza fermarsi da 8 mesi, visto che l’ultima partita in cui è rimasto a secco è quella in casa contro l’Atalanta del 25 febbraio (vinta 2-0 dai bergamaschi). In trasferta poi, nell’ultimo anno, non c’è stato stadio in cui non sia andato in gol: ultima trasferta senza reti, infatti, è quella del due ottobre 2016, sempre in casa Atalanta.
MOVIMENTI – I numeri però certificano pure che in questa stagione la Roma non ha subìto reti in 4 partite su 6, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, erano state 2. A dispetto della fama di «zemaniano»”, Di Francesco ha lavorato tanto sulla difesa e ci ha tenuto a ribadirlo: «A Pinzolo dedicavamo mezz’ora solo a questo e anche adesso gli dedichiamo parecchio tempo”. In campo e in sala video. La chiave, in fondo, è sempre lì: nello spogliatoio.










