
IN AVANTI – C’è da giurarci che il tema della cessione tornerà d’attualità in estate. Nell’attesa, va capito quale Nainggolan resterà a Trigoria. I numeri a confronto tra i due campionati mettono in evidenza un calciatore differente, che calcia molto meno in porta rispetto al torneo scorso con Spalletti. Non è una questione di mira, non è la qualità ma la quantità il problema. Per dire: un anno fa alla 22a giornata, dopo 1.706 minuti disputati a fronte dei 1.587 attuali, il belga aveva calciato 50 volte verso la porta avversaria, contro le 37 conclusioni attuali. Naturale allora che i gol siano la metà, 2 contro 4. Naturale anche perché, da trequartista, Nainggolan arrivava a calciare da dentro l’area quasi una volta a partita, 0,86 per l’esattezza, a fronte dello 0,50 attuale (18 contro 9 il totale). In assoluto non crea meno occasioni da gol per la squadra rispetto alla scorsa stagione, anzi il dettaglio è persino in aumento (1,78 contro 1,43 ogni 90’). Ma tutto quello che riguarda l’assistenza alla fase offensiva – ovvero spizzate, sponde, verticalizzazioni – sono in calo.
ALL’INDIETRO – Ma se il down di rendimento nella metà campo avversaria è spiegabile anche con una posizione in campo diversa, resta invece più complicato digerire i numeri «difensivi». Radja è meno Ninja del solito nei contrasti vinti (1,43 a partita un anno fa, 1,11 oggi), in quelli persi (0,10 ieri, 0,50 oggi), nei palloni intercettati (0,90 contro 0,61), nei dribbling subiti (0,43 contro 1,11) e di poco anche nelle palle recuperate (6,57 contro 6,50). E qui, evidentemente, il discorso è anche individuale oltre che di squadra. La sintesi è estrema: Di Francesco non ha avuto fin qui il Nainggolan che s’era goduto Spalletti. E allo stesso tempo il giocatore non ha trovato in Eusebio l’uomo con cui ripetere l’ultima stagione, quella che l’aveva condotto ad essere uno dei centrocampisti più cercati in Europa. Nainggolan oggi non vive un momento felice e non ne fa mistero. Ieri su Instagram ha festeggiato il compleanno della figlia Aysha con una frase dal retrogusto amaro: «Tu sì che riesci a strappare un sorriso anche in questi momenti». Radja sì che avrebbe nel motore i giri per alzare il livello della Roma. Anche da mezzala. Anche nel tridente offensivo. Da un po’ però non gli riesce. E chissà se la cessione al Guangzhou era la causa o l’effetto.










