Vendere sì, svendere no. Detta così, quando mancano sei giorni alla scadenza del 30 giugno, sembra un po’ fuori tempo massimo. Ma è quel che sta provando a fare la Roma. Meglio: quel che vuole fare la Roma. Ovvero tenere il punto, non abbassarsi al livello di proposte che ancora non sono arrivate e che, chissà, probabilmente arriveranno nelle prossime ore. Perché la società giallorossa, in primis il direttore sportivo Tony D’Amico. La Roma vuole far capire al mondo intero — (…) — che se da qui ai prossimi giorni arriveranno offerte degne di essere prese in considerazione per ottemperare agli obblighi di financial fair play, una cessione sarà effettuata. Altrimenti, il club è pronto a battere altre strade. Quali? Qui si entra nel campo delle ipotesi, nessuno può avere certezze. Però una cosa si può affermare con sicurezza: in queste settimane tra la Roma e la Uefa ci sono stati dei dialoghi, anche precedenti alla comunicazione della scorsa settimana sulla multa complessiva di 6 milioni.
Non siamo di fronte a un organismo muto: Nyon e Trigoria si parlano, il club giallorosso non può non sapere a grandi linee a cosa va incontro se non dovesse centrare l’obiettivo del settlement agreement. E sa pure che è stata oggetto di dibattito anche l’ipotesi di uno slittamento di 12 mesi dell’accordo. Che cosa accadrà nei prossimi sei giorni non lo sanno con certezza neppure a Trigoria. Sul fronte rinnovi c’è meno fretta. Tutti e tre i giocatori in scadenza — (…) — hanno in mano un’offerta di rinnovo. Tutti, nessuno escluso. E la Roma conta, dalle prossime ore in avanti, di chiudere anche qualche trattativa arrivando alle firme. C’è fiducia su tutti e tre i fronti.
FONTE: Il Corriere della Sera











