Il parere della Soprintendenza di Stato relativo al progetto dello stadio della Roma è arrivato. E non è negativo. I lavori del nuovo impianto giallorosso possono andare avanti e i tecnici dei Friedkin dovranno limitarsi a riportare alla luce i pochi resti dell’antica domus romana che si trova sotto la collinetta di Pietralata, nei pressi di una delle rampe che dal 2030 condurranno i tifosi all’interno dell’impianto. Magari valorizzandola a lavori conclusi.
La Roma, però, dovrà certamente tutelare quanto troverà sotto terra. Di fatto la prescrizione ricorda ai tecnici giallorossi come «rispetto alla villa romana e all’area compresa fra questa e la cisterna romana sia indispensabile che il complesso venga riportato in luce, eventuali stratigrafie antiche ancora presenti vengano indagate e che la documentazione venga aggiornata anche a livello grafico e fotografico. Dovranno, infine, essere adattate adeguate misure di tutela e protezione dei resti.
La Roma dovrà quindi concludere le indagini archeologiche anche in questa zona visto che «l’area tra la villa romana, la vicina tagliata stradale antica e i resti della cisterna non è stata precedentemente oggetto di sondaggi sotterranei». Visto l’alto rischio archeologico i tecnici dei Friedkin dovranno eseguire necessariamente saggi e trincee di scavo per capire bene la situazione. Al di là del linguaggio tecnico quello della Soprintendenza è di fatto un nulla osta a proseguire i lavori.
FONTE: La Repubblica











