
È scattato quindi il ritiro immediato della patente brasiliana intestata a Peres (con punti decurtati nella banca dati istituita per gli stranieri che commettono infrazioni sul territorio italiano), la denuncia penale per guida in stato d’ebrezza e il sequestro del veicolo. La legge prevede un’ammenda minima di 1.500 euro, l’arresto da sei mesi e un anno e la sospensione della patente da uno a due anni. Con l’ausilio dell’avvocato già attivato dalla Roma, Peres potrà comunque patteggiare ed essendo incensurato la sua pena sarà sospesa. I problemi veri saranno di natura professionale. Bruno è recidivo, a novembre 2016 andò a sbattere con la sua Porsche contro due paletti in Piazza dei Tribunali, anche in quel caso all’alba. La Roma, già scottata dal recente caso Nainggolan, non ne può più. Monchi, partito per la Spagna, al telefono ha subito ordinato al terzino di presentarsi a Trigoria per un allenamento punitivo in solitaria. Automatica la multa da codice interno ed esclusione già ordinata dai convocati della prossima gara col Benevento. La storia di Peres a Roma è sostanzialmente terminata, resta solo da trovare una squadra che se lo prenda dopo i tentativi falliti a gennaio, compreso il «no» del giocatore al Genoa. E meno male che aveva promesso su Instagram: «Voglio riscattarmi e aiutare in ogni modo possibile i compagni».










