A Trigoria c’è un futuro che va oltre la questione Gasperini–Ranieri. C’è la Roma dell’anno prossimo da programmare e molti nodi da sciogliere, alcuni da risolvere anche al più presto. Senza la Champions League serve un piano B. Donyell Malen ad esempio è una priorità assoluta: il riscatto da 25 milioni, dilazionato, è considerato imprescindibile. Ma dilazionare non significa risparmiare, serve quindi un tesoretto. La soluzione può essere nei prestiti: Salah-Eddine ha convinto il Psv, che riflette su un riscatto da circa 8 milioni. Tommaso Baldanzi, al Genoa, ha trovato continuità e soprattutto estimatori: piace molto a Daniele De Rossi, con un’opzione riscatto di circa 10 milioni. Poi ci sono le operazioni già impostate: Shomurodov, con 2,7 milioni ancora da incassare dal Basaksehir, e Saud Abdulhamid, che può portarne altri 4 dal Lens.
Il conto è di 25 milioni, esattamente quanto serve per Malen. E poi ci sono i rinnovi, il terreno più scivoloso. Pellegrini e Dybala sono i dossier più pesanti, seguiti da Celik ed El Shaarawy. “Dialogo aperto con tutti”, è la linea ribadita recentemente da Massara. Gli intoccabili individuati dal club rimangono Wesley, Koné, Malen, Svilar, Pisilli e Ndicka, ma tra questi potrebbe esserci il sacrificabile entro il 30 giugno, termine ultimo per rispettare il settlement agreement e portare a casa una cessione pesante. Tutti gli indizi sembrano portare al centrale ivoriano: Ndicka è arrivato alla Roma a parametro zero nel 2023, proprio per questo una sua eventuale cessione produrrebbe una plusvalenza quasi piena, oggi preziosissima per i conti del club. Per questo c’è un futuro da programmare al più presto.
FONTE: Tuttosport











