
La serie A è ripartita così, Roma e Torino l’hanno onorata con pregi e difetti. I giallorossi hanno giocato veramente male nel primo tempo — tutti fermi ad aspettare il pallone tra i piedi; Schick che sembrava quasi ignorato dai compagni e che si è perso d’animo; ritmo da dopolavoro ferroviario — ma si sono svegliati con il gol di Manolas. Di Francesco aveva sempre perso contro Mazzarri e ha chiuso con un 3-0 che porta tre punti fondamentali per la zona Champions che danno anche morale in vista della gara di Champions League di martedì prossimo (c’è da recuperare l’1-2 contro lo Shakhtar Donetsk). Aver chiuso in crescendo è molto importante in vista della Coppa.
Il Torino ha giocato meglio fino al gol di Manolas, creando parecchie occasioni nel primo tempo. La più clamorosa, però, ha avuto la forza del simbolo, in negativo. Al 35’, su cross di Iago Falque, il migliore dei granata misteriosamente sostituito da Mazzarri nella ripresa, Belotti ha tolto dai piedi di Berenguer un pallone che era un gol già fatto. Gesto involontario, naturalmente, ma decisivo. Un anno fa il centravanti granata avrebbe segnato quel gol anche di pancia, adesso ha praticamente fatto il lavoro di uno stopper. Il Torino ha avuto nel primo tempo anche altre occasioni, ma si è fermato davanti ai propri limiti e alle parate di Alisson, che è sempre decisivo per le sorti giallorosse.
La Roma, adesso, deve preparare la gara di Champions. Di Francesco avrà Dzeko e Fazio riposati, visto che ieri erano ai box per squalifica. Rientrerà di sicuro Perotti, dal momento che El Shaarawy ha di nuovo deluso. Quanto a Schick sembra ancora un corpo estraneo, chissà quanto per sua colpa e quanto per colpe altrui. La Roma avrà il tempo di aspettarlo? Ma questo è il futuro, il presente è solo lo Shakhtar, con tutti i milioni che la Champions può portare.










