
Si parte proprio dal vertice più alto, il Direttore del Dipartimento Urbanistica: la prece dente inquilina, Anna Maria Graziano, va al V Municipio. Al suo posto, da Ostia dove ha lavorato a stretto contatto con Alfonso Sabella e poi con il prefetto Vulpiani, arriva Cinzia Esposito alla quale viene anche affidata la Direzione Piano Regolatore, prima nelle mani di Fabio Pacciani, responsabile del procedimento Stadio e rappresentante del Campidoglio in Conferenza di Servizi. Pacciani viene promosso e andrà a dirigere il Dipartimento Lavori pubblici: non potrà più seguire il dossier Stadio. La Esposito, quindi, dovrà scegliere e nominare un nuovo responsabile del procedimento. Tutte procedure che, in qualche modo, richiederanno del tempo e ritarderanno ovviamente la risposta del Campidoglio alla Roma. Ancora da decidere, poi, se la procedura di variante andrà adottata con un primo voto sul progetto del Consiglio comunale, seguito da pubblicazione degli atti, osservazioni di cittadini, controdeduzioni degli uffici e voto finale in Consiglio, oppure se si salterà il primo voto. Risposta capitolina che, però, deve ancora tener conto del problema della «raccomandazione B07», quella con cui la Regione ha reinserito il Ponte di Traiano fra le opere da fare concedendo al Campidoglio la possibilità di sostituirlo con provvedimenti di pari efficacia. Su questo tema, ora, vanno a sovrapporsi due ele menti. Il primo: in Comune c’è una spaccatura fra chi del Ponte di Traiano non vuol proprio sentir parlare (una fetta di consiglieri comunali) e chi (funzionari e tecnici anche in Giunta) il Ponte di Traiano lo gradirebbe proprio.
Purché sia chiaro che l’impegno del Governo – la famosa telefonata del Ministro (uscente) allo Sport, Luca Lotti– debba passare da un generico «faremo» a un concreto atto con tanto di impegno fondi. Secondo fattore di enorme peso: la debolezza di Zingaretti, presidente confermato della Regione. La mancanza di una maggioranza in Consiglio regionale rende Zingaretti così debole da dover contrattare con le opposizioni, in primis i 5Stelle, più o meno qualunque provvedimento. Chiaramente, questa debolezza, proprio verso il partito della Raggi, rende la Regione più «malleabile» con Michele Civita, assessore regionale all’Urbanistica uscente e difensore del Ponte di Traiano, che non dovrebbe essere riconfermato e sostituito da Massimiliano Valeriani, decisamente molto meno «tecnico» e più «politico» del suo predecessore. Al netto, però, della rotazione dei dirigenti, dei problemi politici, del tema viabilità e persino dell’esito check sulle nuove carte, la consegna del progetto aggiornato è il passo avanti che tutti i tifosi aspettavano.










