L’ex giallorosso, Valerio Verre, da gennaio di quest’anno ritornato al Perugia, ha rilasciato un’intervista dove ha parlato del nuovo DS della Roma, Tony D’Amico, suo ex dirigente::
Che ricordo ha di Tony D’Amico? “Un grandissimo ricordo. Mi ha preso dal Perugia, dalla Serie B, e mi ha fatto fare la prima vera esperienza da protagonista. Quell’annata all’Hellas Verona andò molto bene. E’ un direttore molto competente, sa tanto di calcio e vive la squadra. Tutti i giorni è agli allenamenti e vuole avere un rapporto con tutti i calciatori. Questo è sicuramente un valore aggiunto. Magari sono cose che emergono poco, ma è sempre al 100% con squadra e allenatore”.
Quale può essere un suo difetto? “Non saprei… Viveva al massimo la partita, urlava e incitava la squadra. Meno male che era seduto nella panchina aggiuntiva (ride, ndr). Fumava un sacco di sigarette e tutti noi giocatori gli dicevamo di smettere”.
Le è dispiaciuto fare un anno solo a Verona con lui? “Sì, lui lo sa. Sapeva che a Verona mi trovavo benissimo, poi abbiamo fatto le nostre valutazioni. Sul campo, quando ci siamo visti, ci siamo comunque sempre salutati”.
Quanto le piacerebbe essere allenato da Gasperini? “Tornare? Magari! (ride, ndr). A 32 non sono più un ragazzino. Da come ne sento parlare, con Gasperini si lavora tantissimo. Anche Juric è un altro che lavora tantissimo, anche se magari a Roma è andata in un modo diverso. Fisicamente anche lui era uno che ti portava al limite. So come è fatto Juric, lo ho avuto ma noi siamo stati al 100% con lui e siamo riusciti a fare una stagione importante. Altrimenti c’è il rischio di andare allo scontro, un po’ come accade con Gasperini. Questo alla fine porta risultati, lo abbiamo visto quest’anno: se lo segui, se la squadra lo segue, i risultati arrivano. Conosce tutti i giocatori e sa di che cosa ha bisogno per il suo gioco, va seguito. Ora torna il direttore con cui ha già lavorato insieme, hanno fatto cose grandiose all’Atalanta e da tifoso spero si possano ripetere a Roma”.
Vede la Roma pronta per giocarsi il campionato, magari già quest’anno? “Quest’anno mi ha sorpreso in positivo quello che ha fatto Gasperini con la squadra. Ha sempre detto che il gruppo lo seguiva e la squadra era forte. Tanto dipenderà dagli acquisti. Con 3-4 giocatori di livello, conosciuti da Gasperini, perché no… Ovviamente con la Champions League si giocherà ogni tre giorni, ma con Gasperini sono fiducioso perché è un allenatore forte forte. Anche all’Atalanta giocava ogni tre giorni e ha vinto un’Europa League, qualificandosi sempre in Champions. Sono fiducioso”.
Che cosa manca a Gasperini? “Con l’Atalanta ha fatto un percorso, crescendo tanto. Con la Roma è solo al primo anno, ovviamente Roma non è Bergamo e con un anno in più sulle spalle può conoscere ancora meglio la piazza e quelle accortezze in più per crescere. Sul gioco, Gasperini fa 1vs1 quasi a tutto campo quindi servono giocatori fisici e di gamba”.
Le dà fastidio che il suo ricordo sia associato allo sfogo di quel tifoso contro lo Slovan Bratislava? Tra l’altro voi in Primavera eravate fortissimi… “Sì, da quella Primavera del ’93 ne sono usciti parecchi. Mi dispiace aver fatto una sola presenza in Europa League e neanche una in campionato, ma il ricordo dei ’26 euro per vedere Verre mi fa ancora ridere. Era nata anche la questione nel post-partita e il giorno dopo in allenamento, ci rido su ancora oggi. Purtroppo è una cosa che ricordo più per l’eliminazione della squadra che per me”.
Che sensazioni avevate con il Luis Enrique dell’epoca? “Io pensavo a giocare, avevo 17 anni ed ero in prima squadra con la Roma, la squadra di cui sono tifoso. Andavo a 2000, ero sulle nuvole. Era un sogno, neanche mi permettevo di alzare il braccio. Mi allenavo forte e giocavo forte, questo era l’unico pensiero. Ricordo gli allenamenti di Luis Enrique, erano basati su un rombo e sul creare rombi in mezzo al campo in modo che ogni giocatore che avesse la palla potesse avere tre soluzioni di passaggio davanti a lui. Era sempre un dare e muoversi per creare la superiorità numerica. A livello umano non guardava in faccia a nessuno, aiutava e parlava tanto soprattutto con noi giovani. Mi fece entrare in un’amichevole a Valencia, si fece male Perrotta e in panchina c’erano anche Brighi e Simplicio ma mi disse ‘scaldati che entri subito’. Mi ha fatto esordire, posso solo dire che mi fa piacere vederlo adesso alzare la Coppa dei Campioni”.
FONTE: Tele Radio Stereo











