L’appuntamento della sesta giornata di Serie A è senza dubbio la super sfida del Sinigaglia: domenica alle 12:30 la Roma di Gian Piero Gasperini farà visita al Como di Cesc Fàbregas. Un duello che ha acceso i riflettori anche sui pensieri di Andrea Stramaccioni: l’ex tecnico della Primavera giallorossa, nel corso di un’intervista, ha presentato il match e condiviso le sue previsioni su cosa vedremo in campo…
Como-Roma è la sfida tra le principali antagoniste dell’Inter? «Senza dubbio sarà una sfida tra due squadre che hanno dimostrato di essere cresciute tantissimo nel finale dello scorso campionato e hanno ricominciato più forti e competitive. L’Inter però ha ancora qualcosa in più, anche se il gap si è ridotto».
Quale sarà la possibile chiave tattica della partita? «La grande qualità nel dominio del gioco, il controllo della palla, l’aggiramento orizzontale e la ricerca del varco da attaccare con qualità negli ultimi 20 metri sono aspetti che hanno spesso connotato il Como di Fabregas. Domenica se la vedranno con l’aggressione, la velocità e l’intensità verticale di Gasperini. Sono due modelli da ammirare. La chiave sarà a favore di chi riuscirà a togliere più “certezze” al proprio avversario, ad impedirgli cioè di giocare come vuole imponendo il suo ritmo».
Lo scorso anno Fabregas si inventò Ramon altissimo, quasi sulla linea dei trequartisti, per togliere riferimenti alla Roma e aprire spazi in costruzione. Si aspetta un’altra genialata? «Chi gioca contro Gasperini e ha caratteristiche di palleggio e dominio della palla cerca sempre di portare fuori zona le sue marcature principali e attaccare gli spazi che poi si generano. Prevedo tante rotazioni da parte del Como, con l’intento di svuotare e attaccare le spalle di chi esce».
E cosa può fare invece asp per limitare idee e possesso al Como? «La Roma in casa con il Como lo scorso anno giocò una grande partita, riducendo al minimo la qualità del Como e asfissiando le sue fonti. Al ritorno fu un’altra gara, anche se la Roma andò in vantaggio con un rigore scaturito da una pressione su costruzione dal basso. L’intento sarà ancora quello, ma non me la immagino assolutamente sbilanciata».
A sinistra potrebbe tornare dal via Pellegrini, che può abbassarsi da centrocampista. Il doppio ruolo può essere importante per aiutare in mezzo? «Gasp e Cesc si sono incontrati quattro volte in A (2 vittorie a testa, ndr) e ogni volta nel tridente giallorosso è partito titolare un centrocampista, un “equilibratore”: Pasalic e Samardzic nelle due sfide con l’Atalanta e Pellegrini nelle due con la Roma. Quindi assolutamente sì, Lorenzo sarebbe perfetto per avere maggiore duttilità tattica. Ma se non fosse ancora pronto Gasp potrebbe fare la stessa cosa anche deputando Soulé ad una partita di maggior sacrificio in fase di non possesso, come contro l’Inter».
Conterà più l’estro di Dybala o la fantasia di Paz? «Sono due giocatori che fanno innamorare chi ama questo gioco. Sono ovviamente in un momento differente del loro percorso e hanno anche caratteristiche diverse. Paulo ha vinto tutto, è un giocatore che determina ed è più una seconda punta. Nico invece ha un talento cristallino ed è più un dieci in grado anche di abbassarsi o partire decentrato a destra. Ad oggi, però, Paulo è leggermente più determinante nella Roma di quanto non lo sia Nico nel Como».
FONTE: La Gazzetta dello Sport



















