Alle ore 13.30, Gian Piero Gasperini e il giocatore Wesley, risponderanno alle domande dei giornalisti nella conferenza pre gara di Roma-Bologna, in programma domani 19 marzo alle ore 21.00 all’Olimpico:

GASPERINI Può fare un riassunto sulle condizioni dei giocatori che ieri si sono allenati a parte, come Koné e Çelik? C’è qualcuno a rischio o è solo una precauzione? “Tutte e due le cose. Forse Koné. Vediamo oggi con l’ultimo allenamento. Vediamo”.
Volevo sapere come si immagina la gara con il Bologna, anche in base allo stato di forma della squadra… “È una gara decisiva da dentro o fuori, diversa dal campionato. Non c’è pareggio, deve uscire un vincitore, quindi ci sono 90 minuti sicuri, con la possibilità anche di supplementari e calci di rigore, come nelle coppe europee. Sono partite leggermente diverse rispetto al campionato, sicuramente, ma forse proprio per questo ancora più affascinanti e particolari”.
Lei e la squadra percepite questa come una partita spartiacque della stagione? “Sono già state tante le partite importanti per continuare nella stagione ad avere obiettivi sempre migliori, sempre più alti. Questa è una partita, come ho detto prima, da dentro o fuori, quindi sappiamo benissimo che è una gara che ti dà eventualmente l’opportunità di giocare un’altra partita o altre due. La parola spartiacque non mi piace molto, però rende l’importanza della gara: sei dentro una manifestazione nella quale puoi continuare ad andare avanti oppure uscire, quindi in questo senso è più importante di una partita di campionato, di sicuro”.
Come sta la squadra dal punto di vista morale dopo le ultime sconfitte e gli episodi arbitrali? E vi ha convinto la spiegazione dell’AIA sull’espulsione di Wesley? “Rivedendo le immagini, a volte quando ti senti preso in giro devi anche fare un po’ la faccia da scemo. Diciamo così. E così aumentiamo le difficoltà a nessuno”.
Questo equilibrio, ecco in termini di risultati, che ultimamente magari sono arrivati un po’ meno, non le prestazioni, però, come si raggiunge una maturità tale da non oscillare tra le sconfitte, le vittorie, cioè, arrivare a un punto tale che la squadra sia solida anche nei risultati sul lungo periodo. Mi riferisco alle ultime cinque partite, visto che insomma è arrivata una vittoria soltanto… “Tutte le reazioni sui social, dei tifosi e degli addetti ai lavori, vanno accettate, sia nel bene che nel male. Noi dobbiamo pensare a lavorare al meglio possibile per cercare di dare soddisfazione e ottenere risultati. Abbiamo la coscienza a posto: l’impegno della squadra è totale e questo ci garantisce serenità. Tutti vogliamo ottenere il massimo, ma quello che sta facendo la squadra è straordinario. Per me è molto positivo. L’ho detto anche ai giocatori, non per indorare la pillola, ma perché credo davvero che questo gruppo, dall’inizio della stagione, stia dimostrando grande serietà, volontà e applicazione, cercando di fare il massimo”.
La partita secca può essere più congeniale per Roma e Bologna, viste le vostre caratteristiche europee? “Non lo so se sia più congeniale, perché sono partite in cui l’episodio diventa ancora più determinante rispetto al campionato, dato che i margini di recupero sono inferiori. Questa è una gara di ritorno, quindi servono attenzione e tanti altri aspetti, come quando si gioca una finale. Conta molto la capacità realizzativa quando hai le occasioni e la solidità difensiva quando subisci. Sono comunque due squadre che possono portare lustro al calcio italiano, perché in Europa si sono sempre comportate bene”.
Negli ultimi 40 giorni la Roma ha perso partite simili contro squadre aggressive: da cosa dipende? “In quei 40 giorni ci sono state tante partite, non solo quelle. Abbiamo affrontato Napoli, Juventus, Milan, Cagliari, Cremonese, quindi bisogna considerare tutto il percorso. In alcune gare abbiamo fatto meglio, in altre meno. Abbiamo avuto difficoltà di organico tra squalifiche, infortuni e situazioni varie, senza che siano alibi. Partite come quelle di Genova o Como sono state anche condizionate da episodi. Non credo che la squadra abbia sbagliato atteggiamento, sotto questo aspetto non ho molto da rimproverare. Possiamo non aver giocato bene tutte le partite, questo sì, ma non è solo una questione di aggressività. Ora c’è un’altra partita e vogliamo farla al meglio delle nostre capacità”.
El Shaarawy può essere il partner più adatto per Malen e avere una chance dal primo minuto? “Basta guardare la nostra rosa. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni senza allenarsi, completamente fermo. Ha fatto un paio di settimane di recupero, è entrato in una partita e domenica ha giocato, procurandosi anche un rigore. In questo momento, tra l’altro, non avremo neanche Venturino perché non è in lista, quindi davanti ci sono lui, Pellegrini e Zaragoza. Ci muoviamo con queste soluzioni e tutti stanno cercando di dare il massimo. El Shaarawy, adesso che è rientrato, può essere tra i protagonisti”.
l turnover del Bologna può essere un fattore, anche in vista dei 120 minuti? “Non mi spaventa. Noi siamo temprati, abbiamo dovuto giocare anche una mezz’ora in dieci, quindi abbiamo fatto una bella fatica e questo ci permette di essere pronti anche al ritmo del Bologna. A volte riposare non significa necessariamente stare meglio. Lo vedremo domani, può essere una cosa a favore nostro”.
Com’è vivere l’Olimpico da allenatore della Roma, con il sostegno dei tifosi? “È sempre stato così, non solo domani. Magari ci sarà qualcosa in più perché è una partita da dentro o fuori, ma il supporto dell’Olimpico è sempre stato un grande valore per la squadra. All’inizio avevamo più difficoltà nelle partite in casa, poi siamo riusciti a trasformare questo aspetto trovando una strada più redditizia nei risultati. Era un cruccio iniziale, adesso speriamo di continuare così fino alla fine della stagione”.
Che Bologna si aspetta e sente la pressione di essere favorita? “Penso che l’ambizione sia uguale per entrambe le squadre. Il Bologna in campionato è rimasto un po’ attardato, ma si è ripreso bene e l’anno scorso ha giocato la Champions. Non c’è tutta questa differenza: sono due squadre molto vicine nei valori, come dimostrano anche le partite che abbiamo giocato. Sappiamo che sarà una gara come l’abbiamo descritta finora, equilibrata e aperta”.

Come sta la squadra dal punto di vista morale dopo le ultime sconfitte e gli episodi arbitrali? E vi ha convinto la spiegazione dell’AIA sull’espulsione di Wesley? “Per me non era assolutamente fallo. Ero ben consapevole di essere già ammonito e non volevo lasciare la squadra in dieci. Gli vado vicino, si vede chiaramente che arrivo di lato, appoggio un braccio perché mi stava cadendo addosso. Non c’è fallo. Quando mi hanno sanzionato ho continuato a dire che non avevo commesso fallo, ma mi è stato detto che dalle immagini risultava il contrario. È un episodio grave, decisivo, inaccettabile, perché eravamo sull’1-1. Undici contro undici sarebbe stata un’altra partita. Spero che errori così non accadano più, perché incidono molto sulla gara”.
Negli allenamenti con il mister, su quali aspetti sente di essere migliorato e su cosa insiste di più Gasperini? “Il calcio italiano è diverso da quello brasiliano, da quello che giocavo al Flamengo. Io però penso sempre che, se sono concentrato, diventa più difficile per l’avversario superarmi in fase difensiva e più facile per me saltarlo quando attacco. Il mister mi chiede di essere molto offensivo, di sbagliare pochi passaggi e soprattutto di prendere le decisioni giuste. È l’aspetto su cui sto lavorando di più: credo di essere migliorato, ma ho ancora tanto margine. Devo crescere nella continuità e mantenere equilibrio tra fase offensiva e difensiva”.
Quanto si sente migliorato da Roma-Bologna e dove preferisce giocare, a destra o a sinistra? “Nel primo Roma-Bologna ero molto felice, ero ansioso di conoscere l’Olimpico e di esordire. Ho giocato a destra, poi il mister ha capito che potevo rendere bene anche a sinistra. Poi il mister ha scoperto che forse giocavo meglio a sinistra, ho iniziato a giocare a sinistra, oggigiorno per me è uguale dove il mister vuole, lì mi metto a disposizione. Dove sono migliorato di più, ma appunto, direi con il mio atteggiamento, i miei comportamenti tattici in campo, che erano diversi da quelli brasiliani, un calcio italiano che sto capendo sempre meglio e niente, spero di poter continuare a migliorare che sia a destra o a sinistra”.
Cosa rappresenta per voi l’Europa League? “Giocare in Europa è sempre stato un sogno per me. È una competizione che significa tanto, perché le carriere si costruiscono anche attraverso questi tornei e i trofei. Ho sempre dato priorità a queste competizioni. Sono partite in cui serve più del 100% della concentrazione, direi 150 o 200%, perché sono gare da dentro o fuori. Domani sarà una partita di grande importanza per tutti e dobbiamo farci trovare pronti”.
Il duello con Bernardeschi e quanto può essere difficile affrontarlo? “È un calciatore molto forte, con caratteristiche di grande valore. È stato un duello bello, anche se non ci sono stati tantissimi uno contro uno, perché nel nostro sistema di pressione spesso è il centrale a uscire su di lui. Sicuramente è un giocatore pericoloso. Non so se sia il più difficile affrontato, perché in quel ruolo abbiamo già incontrato tanti grandi giocatori, come per esempio Conceição, ma resta un avversario di alto livello e dovremo farci trovare pronti”.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – dall’inviato a Trigoria R. Molinari










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