La prima volta, pure la più scomoda. Alla fine di un mercato che non è terminato come la Roma si augurava. Tony D’Amico a Trigoria, in conferenza. Ecco i punti più importanti. E qualche non detto. Così il direttore sportivo sul mancato arrivo del giocatore cercato, da Greenwood fino a Leweling. «La nostra priorità era rinforzare l’attacco. Non abbiamo spostato alcun tesoretto sul centravanti (Castro, ndr). È arrivato Mora che ha caratteristiche diverse ma lo immaginiamo in quel ruolo (esterno sinistro, ndr). Poi abbiamo cercato un attaccante esterno con caratteristiche diverse, più fisiche».
D’Amico ha precisato: «Con la Uefa i paletti sono sempre stati chiari». Il ds ha poi evitato riferimenti a cambi d’indirizzo della proprietà. «Ci sono cambiamenti da affrontare, a volte può aumentare il costo di un giocatore». La verità è che la Roma ha provato ad adattare il suo piano alle difficoltà del mercato.
Ancora D’Amico: «Realisticamente ci manca un giocatore, uno che avrebbe fatto il doppio ruolo. Siamo leggermente corti, ma per gennaio individueremo un altro profilo». Leweling era il giocatore. «Era fatta, poi ha avuto un ripensamento». Ma pure Gittens sarebbe stato impiegato anche da tuttafascia. E poi c’è il caso Salah-Eddine: la sua mancata cessione avrebbe favorito l’arrivo di Cacciamani.
«Sì, valutiamo il mercato degli svincolati, decideremo più avanti». La Roma si sta guardando intorno. L’eventuale arrivo di un giocatore libero e indipendente dalla cessione di Salah-Eddine nei mercati ancora aperti. E non sarà Sancho. Si cerca un… Leweling. O comunque un giocatore più prettamente di fascia.
«Non c’è stata un’offerta del Chelsea — ha detto D’Amico -, ci sono stati sondaggi, dei contatti informativi». E una bugia bianca, per motivi diplomatici. La promessa di offerta c’era eccome. Era arrivato subito dopo aver completato lo switch El Aynaoui-De Roon. Se solo fosse arrivata 10 giorni prima, magari con Kessie ancora sul mercato, oggi Koné sarebbe un giocatore dei Blues, Gittens e Leweling e l’ivoriano sarebbero giallorossi. Nulla di più, nulla di meno.
FONTE: Il Corriere della Sera











