Dietro le punte continua a mancare un calciatore “gasperiniano” in senso stretto e dopo le uscite di El Shaarawy, Venturino e Zaragoza (gli ultimi due arrivati in prestito a gennaio per mettere delle toppe) il reparto è anche drammaticamente corto dal punto di vista numerico: la Serie A comincia tra 10 giorni e il tecnico, per la gara contro la Fiorentina, ha solamente a disposizione Soulé e Dybala, il primo reduce da una stagione condizionata dalla pubalgia e il secondo tirato a lucido ma con una storia clinica come sappiamo complessa. Pellegrini è infortunato e avrebbe un pedigree differente: già dalla passata stagione Lorenzo si è adattato a fare l’ala d’attacco.
Dal giorno in cui Gasperini spedi quell’SOS, la Roma con due diversi direttori sportivi ha trattato concretamente 17 ali, acquistandone zero. L’elenco, ripulito dai rumors e dai semplici sondaggi, fa impressione: Massara ad agosto 2025 è andato forte su Echeverri, George, Sancho e Fabio Silva, poi sul portoghese è tornato a gennaio parallelamente ai tentativi per Schjelderup, Carrasco e Raspadori. Poi in primavera è spuntato Alajbegovic, con il quale il diesse ha instaurato un rapporto talmente forte da portarlo poi con sé alla Juve.
E arriviamo così all’estate, made in D’Amico: la telenovela Greenwood ha animato il mese di giugno e la prima parte di luglio, quella relativa a Summerville ha infuocato la parte finale del mese (la Roma ha mandato addirittura un aereo a prenderlo a Rotterdam, mentre lui firmava con l’Al-Hilal) e pure Godts è stato a lungo nel mirino prima di finire nell’orbita del Psg. Saltato il piano Summerville, la Roma si è tuffata su Nusa, trovando però il muro del Lipsia. Altre operazioni imbastite – ma mai arrivate a dama – sono state quelle per Ezzalzouli ed El Mala. Mora è l’ultimo capitolo di un anno vissuto sulle montagne russe, Fofana e Martinelli le appendici che rischiano di riaprire la ferita del vorrei ma non posso.
FONTE: Il Corriere dello Sport











