Una doccia gelata che tiene la corsa Champions più viva che mai. La Roma va avanti, si illude, ma poi viene ripresa da una Juve mai doma quando i tre punti sembravano ormai cosa fatta e la fuga al terzo posto (col Napoli) era a un passo. Invece l’urlo dell’Olimpico resta in gola e anche l’appuntamento con la vittoria nei big match (e contro Spalletti) viene rimandato. Una beffa che tiene in corsa anche Como (che si avvicina dopo il successo sul Lecce) e Atalanta (sconfitta a Reggio Emilia).
Gasperini sorprende tutti con la mossa di Celik schierato difensore di sinistra con il compito di tenere d’occhio Coinceçao. Per il resto rispettate le previsioni della vigilia, almeno negli uomini, con Cristante a fare da trequartista incursore alle spalle del duo Malen-Pellegrini e Pisilli accanto a Koné.
Gara subito ad altissimi ritmi con la Juve che sembra tutto fuorché una squadra che ha giocato 120 minuti (di cui oltre la metà in dieci) solo mercoledì. Ma la prima occasione è giallorossa con l’avanzata di Pisilli e la conclusione prontamente respinta da Perin sulla quale Pellegrini fallisce clamorosamente da pochi metri. Ancora Roma, stavolta con Malen che è bravo ad anticipare Bremer in area piccola sulla bella sponda di Mancini, ancora Perin reattivo a mettere in angolo.
I bianconeri dialogano bene e sfruttano gli errori della Roma e poco dopo a mezz’ora è McKennie di testa ad andare a centimetri dal vantaggio girando un cross di Kalulu colpevolmente dimenticato da Celik. Ma appena sei minuti dopo è la squadra di Gasp ad andare in vantaggio: ancora Pisilli, da «tuttocampista», a involarsi verso la porta juventina, suggerimento per Wesley che disegna un destro a giro che batte Perin per l’1-0 romanista a pochi minuti dall’intervallo.
Un lampo di Coinceçao, da sviluppi di calcio di punizione, al terzo minuto della ripresa gela Svilar e rimette subito il punteggio in parità. Ancora da corner, come contro la Cremonese, la Roma ripassa in vantaggio cinque minuti dopo. Nuovamente N’Dicka, al secondo gol consecutivo sotto la Sud, sul cross di Pellegrini, a battere in rete. Spalletti prova a sorprendere con l’inserimento di Boga e lo spostamento di Yildiz come centravanti ma poco dopo arriva il tris giallorosso con la splendida verticalizzazione di Koné che pesca Malen in campo aperto. Tocco sotto dell’olandese e Olimpico in delirio.
Per la Juve, a venti dalla fine, ecco anche Zhegrova e Miretti per Coinceçao e uno sfinito Thuram mentre Gasp continua a rinviare i cambi per qualche istante ancora, poi inserisce Ghilardi ed El Aynaoui per Cristante e Rensch riportando Celik sulla corsia di destra e l’ex Verona a marcare a uomo il neo-entrato Zhegrova. A dodici dal termine la Juve rientra in partita grazie al tiro al volo di Boga, servito sul secondo palo dalla sponda di Yildiz. L’ultima mossa del tecnico giallorosso, prima del recupero, è Zaragoza per Pellegrini per giocare i quattro minuti di extra-time. La doccia gelata per la Roma arriva su una delle ultime giocate della serata, la punizione che Gatti sotto misura mette in porta per un 3-3 amarissimo per gli uomini di Gasp (per la prima volta subiti tre gol in stagione),
Silenzio tombale sull’Olimpico e una beffa che costa alla Roma tanto, soprattutto a livello mentale. Passi avanti sì, ma come a Napoli, e stavolta in modo ancor più grave, i giallorossi non riescono a gestire il vantaggio dopo una gara a tratti esaltante. I bianconeri restano a quattro punti ma il Napoli riallunga terzo e Como e Atalanta sono lì. Ora una delicata trasferta in casa di De Rossi, con un rimpianto enorme che pesa come un macigno.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











