Proprio un derby: duro, a lungo bloccato e poi improvvisamente effervescente. Non una bella partita, ma una vera battaglia che rimanda il verdetto sulla qualificazione ai quarti di Europa League. Appuntamento all’Olimpico, dove Bologna e Roma ripartiranno dal pareggio di ieri. Il risultato è onesto: i rossoblù sono piaciuti un po’ di più, ma i giallorossi hanno creato quanto gli avversari. Pobega avrebbe potuto portare la sua squadra sul 2-0 dopo la perla di Bernardeschi, Malen ha avuto la chance per firmare 1-2 che avrebbe indirizzato il passaggio del turno.
La Roma è stata condizionata dalla povertà di soluzioni offensive: nessuno merita di essere bocciato subito, ma per il momento Zaragoza appare troppo leggero e spaesato. Serve tempo, soprattutto per i nuovi acquisti che arrivano dall’estero, ma il ritorno è tra sei giorni e Gasp dovrà studiare bene cosa fare, visto che non rientreranno né Dybala né Soulé. Vaz, subentrato a Zaragoza a inizio ripresa, non ha rubato gli occhi, ma è stato utile. E in panchina c’era El Shaarawy che avrebbe vestito meglio i panni indossati con estrema scomodità da Zaragoza. La brutta prova di Wesley ha ulteriormente spento le velleità offensive della Roma, brava comunque a sfruttare l’occasione del pareggio e a creare pure quella del raddoppio
Italiano, prevedendo una Roma aggressiva uomo su uomo, ha deciso di svuotare la zona centrale e di aprire un’ampia fetta di campo nella quale lanciare i tre attaccanti. Gasperini, infatti, ha piazzato Cristante alle spalle di Zaragoza e Malen soprattutto per mandarlo a infastidire Freuler. Il Bologna ha invitato la pressione giallorossa abbassandosi e tornando spesso dalle parti di Skorupski, che aveva il solo scopo di far salire gli avversari e trovare lo spazio per la fiondata lunga. Ndicka è stato bravissimo a stoppare ogni velleità di Castro (magari facilitato da un arbitro per il quale sono lecite tutte le trattenute che non comportino l’uso della camicia di forza), ma sulle seconde palle i rossoblù arrivavano prima.
Rowe e soprattutto Bernardeschi hanno messo in difficoltà i giallorossi. Gasperini intorno alla mezz’ora è passato al 3-5-2 arretrando Cristante tra El Aynaoui e Pisilli. Il Bologna allora si è affidato al tiro da fuori e alle palle inattive. Al 44′ Bernardeschi ha saltato Wesley e Pisilli e ha tuonato verso l’incrocio: paratona di Svilar. Nel recupero su azione d’angolo Pobega non ha avuto la prontezza per mettere bene la testa dopo una spizzata di Casale. La Roma è sembrata a lungo irretita e solo una volta, rubando palla e ripartendo rapidamente sull’asse Cristante-Malen, ha creato un’occasione sprecata con un diagonale impreciso da Zaragoza.
A stappare la gara al 5′ della ripresa è stato Federico Bernardeschi, per distacco il migliore in campo, ha sbloccato la sfida con un meraviglioso sinistro all’incrocio. Nell’occasione è stato bravissimo Rowe a controllare un pallone alto e a gestirlo in mezzo a Celik, Rensch ed El Aynaoui prima di evitare l’intervento di Pisilli e di servire Bernardeschi, libero anche per il totale disinteresse di Wesley. Qui ai giallorossi sono mancate l’applicazione e la ferocia che Malen mostra sempre: dopo tre minuti l’olandese prende un palo esterno dopo un bel lancio di Rensch.
Gasperini capisce le difficoltà di Wesley con Bernardeschi e cambia fascia al brasiliano mettendo Tsimikas a sinistra. Ma l’ingresso che fa la differenza è quello di Pellegrini. Pobega sbaglia il raddoppio dopo un filtrante splendido di Bernardeschi (ancora bravissimo Svilar), Pellegrini non spreca l’assist di Malen, innescato da Cristante dopo una follia di Joao Mario che cerca di controllare un rinvio altissimo di Svilar regalando la palla agli avversari. Nel finale prima Pellegrini imbuca per Malen, che salta un paio di avversari e costringe Lucumi all’autopalo e poi Vitik colpisce la traversa su azione d’angolo. Ma il risultato non cambia più. Arrivederci all’Olimpico.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











