Fabio Capello, ex allenatore della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo nazionale e ha commentato l’inizio di stagione dei giallorossi allenati da Gasperini.
Ecco perché la Roma può credere nello Scudetto: «Perché ha proseguito sullo stesso itinerario della scorsa stagione e sta mantenendo lo stesso atteggiamento con una base di gioco e qualità importante: in più ha schierato un giocatore nuovo, Mora, che si è già inserito perfettamente nei meccanismi della squadra. L’avevo detto anche venti giorni fa: l’anti-Inter in effetti è la Roma».
E perché, Capello, la Roma in particolare può mettere paura ai nerazzurri?
«La Roma gioca uno contro uno a tutto campo e ha soprattutto questo gioco propositivo per il quale si aiutano tutti: quando hai 4-5 giocatori di qualità presenti nei sedici metri, che sanno dialogare nello stretto, prima o poi qualcosa succede. E contro l’Atalanta il gol della vittoria alla fine è arrivato».
Quali sono le principali doti che i giallorossi possono opporre ai rivali nerazzurri? La fame, due titolari per ruolo, questo continuo gioco sulle fasce …
«Tutto questo. E poi Gasp ha voluto due titolari per ruolo e ha fatto bene: i risultati si sono visti sabato all’Olimpico con i cambi nel secondo tempo».
A proposito di Gasp, Capello: è davvero un tecnico che “non muore mai”? Quanti meriti bisogna riconoscergli per questo costante gioco propositivo della Roma e questo primato?
«Ha inculcato nei giocatori un’idea di sacrificio, e questo è fondamentale. Ha costruito una squadra già dalla scorsa stagione con il ds Massara, cui vanno riconosciuti dei meriti. I giocatori lo seguono, perché è un allenatore credibile».
L’aspetto che balza più agli occhi è la voglia dei subentrati: è un segnale preciso. «Giocano tutti con la stessa voglia di vincere perché hanno capito che sono competitivi. Non ho visto un solo giocatore della Roma che sia entrato finora in campo con l’atteggiamento di chi si sente offeso di essere un subentrato a partita in corso».
Malen-Castro, Dybala–Soulé, Mora e poi avanti Pellegrini: sono opzioni da campionato ma anche da Champions «Sono giocatori di qualità che si integrano bene, le rotazioni continue di Gasp aiuteranno anche loro a dare il meglio. Giocano tutti con grande determinazione».
Dybala e Mora, titolari dal 1′ contro l’Atalanta, un po’ il maestro e l’allievo: qual è il suo giudizio sui due?«Non puoi rinunciare a Dybala quando sta bene. E Mora sta dimostrando di avere classe e anche concretezza. Ma voglio sottolineare anche l’importanza di Soulé: giocando anche 20′ nella ripresa, è uno che può fare la differenza come l’ha fatta contro l’Atalanta».
Vede analogie, nel complesso, con la sua Roma dello scudetto?
«Molte, il primo anno a Roma avevamo capito di essere forti, poi abbiamo completato la squadra con Batistuta…».
Capello e Gasp confermano che per allenare (e bene) in una piazza complessa come Roma ci vuole probabilmente un tecnico del Nord, più distaccato: conferma? «Sono sempre convinto che ci vogliano i giocatori per vincere. Però a Roma è vero che si passa facilmente dall’esaltazione alla depressione: è necessario sempre l’equilibrio, un po’ di sangue freddo: forse qualcuno riconosce a me e a Gasp queste caratteristiche…».
FONTE: La Gazzetta dello Sport











