Quella dell’Olimpico è anche la sfida tra due allenatori che in passato hanno avuto esperienze nel club avversario. Gian Piero esonerato dopo 5 gare, Cristian prima osannato e poi ripudiato dalla tifoseria.
Uno oggi studia da leader maximo, l’altro dopo aver vinto il Triplete da calciatore ha bissato lo scudetto anche in panchina. Ma Gasperini e Chivu, prima di diventare allenatori di Roma e Inter, si sono invertiti anche le casacche.
“Fu mandato via troppo presto – ha raccontato Chivu nella passata stagione – e per me lui è un esempio. Un innovatore”. Gasp alla prima occasione ha subito ricambiato: “Ho avuto modo di conoscere Chivu solo per poco tempo, ma ho sempre avuto grande stima in lui”.
Rimane quel passato che per Gian Piero è da dimenticare, soprattutto pensando all’Inter che inevitabilmente gli ha precluso per tanti anni le panchine delle big. Accolto a Roma come un piccolo principe, Chivu, nell’estate dei no di Lucio e Legrottaglie, non fa in tempo a sbarcare in città che si deve fermare. Infortunio? No, quelli arriveranno dopo, il primo problema riguarda i pagamenti che portano Roma e Ajax ai ferri corti.
Il tempo per il compianto presidente Sensi di dribblare la questione e Chivu sfiora lo scudetto in coppia con Samuel, vince una Coppa Italia, prima di scivolare sulla buccia di banana di un’intervista. Parlando infatti del futuro il romeno asserisce che un giorno gli piacerebbe tornare a lavorare con Capello. Si scatena il putiferio, i tifosi non hanno digerito il voltafaccia di Don Fabio passato alla Juventus con la famosa fuga di notte a bordo della Mazda. Il rapporto fino a quel momento ottimo, quasi materno, si incrina.
FONTE: Il Messaggero











