Domani è consigliabile saltare il pranzo. Non per la dieta ma per soddisfare una gigantesca curiosità. E concentrarsi sull’appuntamento delle 12.30 per assistere a Como-Roma. Il motivo è il seguente: sottostimate prima che partisse la maratona calcistica a fine agosto, sono diventate, tra l’incipit in campionato e il debutto in Champions, le due principali candidate al ruolo, impegnativo, di anti-Inter. Gasperini non è il tipo di rifiutarlo, anzi per il suo temperamento questo tipo di pressione è energia pura. Fabregas fa il finto umile, sotto sotto lo pensa: bastava osservarlo al tavolo di subbuteo durante il festival dello sport di Trenta muovere le pedine per spiegare la strategia da utilizzare contro Ia Roma per cogliere la sua preparazione.
A leggere le probabili formazioni, tra Como e Roma, c’è un solo italiano tra i 22 di partenza, l’azzurro Mancini. E, a dar retta alle statistiche, non è proprio un record assoluto perché accadde in un lontano Inter-Udinese che di stranieri, al “pronti via”, fossero schierati 22. Certo: gli altri italiani sono distribuiti nelle rispettive panchine e bisognerà fare i conti con infortuni e ritorni complicati da lunghi viaggi. E allora tornano alla mente le frasi scolpite da Silvio Baldini, ct dell’under, il giorno del raduno del-a sua nazionale quando si permise – senza malizia – di far sapere che «sono più interessato al cammino del Frosinone che a quello del Como».
Il dato statistico confortante è un altro invece: e cioè sia Como che Roma sono le due squadre che godono dell’età media più bassa di tutto il campionato (24,5 i lombardi, 25,8 i giallorossi). E allora godiamoci lo spettacolo. Farà bene alla dieta e anche all’appeal del campionato, ma-gari non proprio a Mancini e Baldini che sono abituati a inventarsi una nuova generazione multi etnica.
FONTE: Il Giornale











