Immaginate per un attimo di essere Santiago Castro, una vita così. Da stella, certo. Offuscata, però, dalla presenza di Donyell Malen. Altra galassia. Almeno fino a ieri sera. Perché per pronosticare un gol come quello con cui Castro ha sbloccato la sfida con il Genoa serviva, appunto, una buona dose di immaginazione. La stessa con cui l’ex del Bologna, alla prima da titolare, si è inventato una rete buona per gli spot della Serie A: calcio d’angolo, area intasata, il problema di girarsi, poi lo scavetto e la palla che scavalca il portiere e dolcemente finisce la sua corsa oltre la linea di porta. Roma seconda in campionato nonostante un turnover ampissimo in vista del match di Champions League contro lo Slovan Bratislava di martedì.
Nell’esultanza del 22enne c’è tutto il bagaglio di aspettative finite sulle spalle di un ragazzo pagato 35 milioni di euro. L’argentino ha dimostrato di poter far parte a tutti gli effetti di quella rosa. Per qualità tecniche, ma anche per tenuta nervosa. È uno che ha fatto a sportellate per tutta la partita con un tipo grande e grosso come Ostigard. È uno che, nella sera delle prime volte, si è diviso gli applausi con Emanuele Lulli. Eccolo l’altro eroe della serata. Giovane, giovanissimo. Esultanza da brividi: alla lunga lista dei romani romanisti si aggiunge pure Lulli. Un club mica male, capitanato da Francesco Totti e da Daniele De Rossi, ieri all’Olimpico. Corsi e ricorsi romanisti, nella sera dei bimbi di Gasp. Standing ovation.
FONTE: La Repubblica











