Una partita da maneggiare con cura. Di questo, Daniele De Rossi è assolutamente convinto, ben sapendo però che il passato non si cancella e la sua Roma, l’amore di una vita, sogna un aiutino genoano per fermare la corsa Champions del Milan, a tutto vantaggio dei giallorossi. Fra l’altro, evocare oggi il nome del Milan alla piazza rossoblĂą vuol dire risvegliare l’incubo della gara di andata a San Siro, la partita delle beffe, con i rossoneri capaci di acciuffare il pari con Leao solo nel recupero della ripresa, prima del contestatissimo episodio del rigore calciato alle stelle da Stanciu. Non solo per colpa del rumeno, visto che il furbo Pavlovic (…) rovinò la zolla del dischetto prima del penalty.
Eppure… “Non dobbiamo riscattare la partita di San Siro”, dice De Rossi e si intuisce che non sia un atteggiamento da pompiere, bensì da chi è fermamente convinto che le “piccole motivazioni extra” per fare quella “gara vera” che il tecnico auspica vadano ricercate nell’orgoglio personale, e non altrove. Discorso chiuso. E poi chissĂ , “magari un giorno affronterò la Roma all’ultima giornata, sempre con la volontĂ di vincere la partita”. PerchĂ© il suo passato non lontano di calciatore fa dire ancora oggi a De Rossi: “Vengo da un calcio in cui, quando ho iniziato a giocare ed ero giovane, sapevi giĂ come sarebbero finite le ultime gare di campionato. Mi faceva schifo giĂ allora… Noi dobbiamo fare una partita seria perchĂ© Ă© giusto così”.
Insomma, la gara con il Milan deve rappresentare per il Genoa l’occasione per mettere l’ultimo mattoncino di una stagione iniziata malissimo e raddrizzata in corsa grazie a De Rossi. Ma c’è il rischio della fregatura e De Rossi ammette come “non mi piaccia affatto sfidare le squadre forti quando attraversano un momento di difficoltĂ , perchĂ© lì esce l’orgoglio dei campioni”. Oggi De Rossi porterĂ in panchina cinque giovani della Primavera: mai erano stati così tanti quest’anno. Come si dice: fare di necessitĂ virtĂą. Il Genoa del futuro (…) dovrĂ essere un giusto mix di esperienza e gioventĂą, di saggezza e follia, le stesse caratteristiche che serviranno oggi per fare quella partita vera che l’allenatore rossoblĂą invoca. E che i tifosi si aspettano, senza troppe dietrologie, ma perchĂ© il pari di San Siro brucia ancora, e pure parecchio.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











