Gasperini non parla. Ha poco da dire guardando la sua Roma che viaggia spedita nonostante qualche infortunio e partita di troppo. La traversata delle nove gare in poco meno di un mese sta finendo e Gian Piero è lì, in seconda fila, a fari spenti, in attesa di un passo falso della sorprendente Lazio e soprattutto dell’Inter. Ora però c’è il derby, con tutte le incognite che si porta dietro e quella di Udine può trasformarsi in una trasferta spartiacque. Cinquemila tifosi al seguito, campo che storicamente non è avverso, condizioni tecnica e mentale opposte tra le due squadre: insomma, c’è un po’ tutto per mettersi seduto questa sera e godersi Milan-Inter per poi prepararsi alla spedizione di Manchester.
Bisogna però partire bene, già al Bluenergy Stadium. Una trasferta ricca di significati che nasconde però tante insidie. L’Udinese, infatti, seppur in difficoltà è una squadra che lo scorso anno creò più di qualche grattacapo ai giallorossi vincendo 1-0 grazie ad un gol di Ekkelenkamp. Partita scorbutica, ricca di gialli (9), dove Malen e compagni subirono la fisicità della squadra di Runjaic sfiorando il pareggio nel finale con Mancini. Oggi certamente è un’altra Roma, più consapevole dei propri mezzi e arricchita nella rosa. Gasp non intende rivoluzionare la squadra pensando alla Champions.
FONTE: Il Messaggero











