Senza la difesa titolare, con un attacco sterile, un centrocampo con gli uomini contati e soprattutto (ancora) senza alcun rinforzo, nel giorno della Befana va a giocarsi sul campo del Lecce un piccolo pezzo di futuro. La sua Roma ha già fatto tanto, ma per i miracoli non è attrezzata: servono rinforzi, si sa, e soprattutto occorre tornare a vincere con una certa continuità. Da subito. Il quarto posto è diventato improvvisamente sfuggente: la Juve, da quando c’è Spalletti in panchina, è tornata a sedersi al tavolo delle grandi (e stasera giocherà contro il Sassuolo a Reggio Emilia) e appena dietro cresce sempre di più il Como, impegnato alle 15 in casa del Pisa.
Insomma, la situazione comincia a farsi pesante e da qui in avanti ogni errore ti porta inevitabilmente a rincorrere. E l’ambiente romano, dall’esaltazione ha cominciato a sentire odore del solito sesto-settimo posto. Gasp rimpiange il tempo in cui la sua Roma, il 30 novembre, non sei mesi fa, attendeva il Napoli all’Olimpico da prima in classifica. Da quella notte contro il Napoli, qualcosa è cambiato e tanto è andato storto: solo due le vittorie ottenute dai giallorossi in sei partite, fuori casa la squadra di Gasp si è fermata proprio a Cremona, da quel pomeriggio di 44 giorni fa sono arrivate le sconfitte di Cagliari, Torino e Bergamo. Tradotto: tre posizioni perse e quarto posto non più così scontato. C’è da sudare e la corsa è appena cominciata.
Gasp si aspettava un rinforzo in attacco già dalla partita di oggi a Lecce, ma dovrà farne a meno, suo malgrado. Da qui in avanti non si può più derogare: gli impegni sono tanti e tutti decisivi, vista la situazione. Chissà se a febbraio, Gasp sarà meno preoccupato e nervoso? Oggi al “Via del Mare”, intanto, vedremo una Roma inedita, senza otto giocatori-forse nove con Soulé la maggior parte titolari: Mancini, Ndicka, Hermoso, El Aynaoui, Pellegrini, Bailey e Baldanzi, più Gollini, il secondo portiere, infortunato dell’ultima ora.
Non potendo fare altro, si aggrappa a Dybala, l’uomo con maggiori qualità tecniche ma fisicamente spento. Il declino dell’argentino sta costando caro alla Roma: Paulo è fermo alla rete segnata in campionato contro il Sassuolo, il 26 ottobre scorso, un digiuno così lungo non gli era mai capitato. E purtroppo per Gasp, la famosa Roma senza Dybala – tanto invocata da Mourinho e Ranieri – è molto simile a quella con Dybala.
FONTE: Il Messaggero











