Si può davvero chiedere di lasciare il Real Madrid, il club più importante e vincente del pianeta allenato in questo momento dall’allenatore più “special” in circolazione? Forse sì se hai solo vent’anni e non ti senti più felice di fare la cosa che fino a ieri ti riusciva meglio, cioè danzare con il pallone tra i piedi su un campo di calcio. Ma soprattutto, se fai parte di una nazionale, quella brasiliana (…), che vorrebbe ricostruire attorno al tuo talento il futuro. È la storia di Endrick Felipe Moreira de Sousa, per tutti semplicemente Endrick, il fenomeno che alla casa blanca vede il campo col binocolo (solo 4 minuti tra Liga e Champions fin qui) e che sta pensando alla possibilità di trasferirsi alla Roma a gennaio per rilanciare la propria carriera e riscriverne il futuro. Carlo Ancelotti è un suo estimatore e gli ha già consigliato di guardare altrove per non perdere la centralità nella Seleçao, (…).
Nel caso di Endrick l’esigenza può incontrare l’opportunità. Perché i giallorossi sono alla ricerca di un’ala sinistra da oltre un anno e anche se il ragazzo di Taguatinga è mancino (e non destro) poco cambia: un attaccante con caratteristiche da sprinter, dribblomane, rifinitore e al tempo stesso goleador a Gasperini serve come il pane. (…), a fine agosto la Roma è arrivata a un passo da Luiz Henrique, mancino pure lui, saltato per dei problemi di pagamento tra l’Europa e la Russia. Lì davanti l’allenatore (…) ha già a disposizione i piedi buoni e la fantasia di Dybala, Soulé, Pellegrini e Mora, ma nessuno di loro ha quelle doti che possono completare per davvero il reparto.
L’opportunità non riguarda soltanto la volontà di Endrick e la sua richiesta di trovare una squadra di alto livello dover giocare con continuità, ma anche la contingenza economica. Perché il Real Madrid su questo talento ha investito 50 milioni quando era ancora minorenne e nella capitale spagnola non sono così convinti di cederlo a un prezzo inferiore. La Roma, (…), sarebbe ben disposta a ragionare su un prestito che non impegnerebbe da subito la proprietà Friedkin in un maxi-investimento. A Trigoria nel mese di gennaio non possono ancora permettersi spese folli, ma potrebbero comunque garantire un diritto di riscatto a certe condizioni per una cifra vicina ai 30-35 milioni. Va altresì ricordato come i giallorossi abbiano puntato la loro bussola sul brasiliano già dalla scorsa estate, intrattenendo contatti costanti e proficui con i suoi agenti di Roc Nation, (…).
Tra luglio e agosto, ancor prima di centrare l’obiettivo Mora, D’Amico s’era affacciato dalle parti di Madrid. Fu Mourinho, in quel caso, a bloccare l’uscita del classe 2006. Non per ostilità al mondo giallorosso, che José adora, ma per esigenze di squadra. (…). Insomma, da quelle parti la concorrenza è infinita. Un primo assaggio di Roma arriverà tra dieci giorni all’Olimpico nella supersfida di Champions. Chissà che la tentazione non conduca dritta all’innamoramento.
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











