Non esattamente come se l’aspettava. Questa Roma, seppur ancora incompleta, a Gasperini piace, anche se i progetti iniziali suoi e del suo staff erano diversi. Il tecnico non lo nasconde a due giorni dall’esordio stagionale contro la Fiorentina, in una conferenza stampa nella quale il piemontese ha raccontato per filo e per segno lo svolgimento dell’estate giallorossa.
Dai sogni di mercato iniziali, ai conti da dover fare con i paletti del settlement agreement. «Siamo partiti con dei profili molto alti, poi ci siamo poi dovuti scontrare con l’esigenza di mantenere il monte ingaggi sotto certi tetti e quindi non riesci ad andare a prendere giocatori affermati che magari abbiano necessariamente le caratteristiche che ricerchi. Devo dire però che tutti quanti, compresa la società, hanno fatto degli investimenti su un altro profilo di giocatori, possibilmente giovani e non affermati. Credo che abbiamo una buona varietà».
Un cambio di rotta, quindi, che dopo la notte di Verona Gasp non pensava di dover affrontare ma col quale sembra fare i conti con serenità, tra un malumore e l’altro. «Magari inizialmente anch’io pensavo che, una volta raggiunta la Champions League, fossero risolte tutte le situazioni di bilancio. Forse lo pensava certamente anche la società. Avevamo una visione diversa che poi, nel corso delle settimane, abbiamo dovuto modificare, cambiando strategie e strada. Inutile girarci intorno: c’è questo Fair Play Finanziario che è limitante. Forse la Roma è l’unica società in Italia che deve pagare questa situazione. Poi dalla nostra parte, per fortuna, oltre ai numeri abbiamo una cosa che pochi hanno: la passione. E su quello sicuramente giochiamo molto e possiamo fare belle cose lo stesso». Il cambiamento, evidente, c’è stato dopo la riunione in Galles col Ceo Galantic, che ha tracciato nuove linee guida per il mercato dopo le spese di luglio.
In seguito il tecnico è sceso più nei dettagli, raccontando anche lo sviluppo di alcune trattative. «Summerville sull’aereo per Roma? Magari, se avessi fatto quello, non avresti più potuto fare altro. Oppure probabilmente il suo contratto era sostenibile in quel momento, come magari altri no. Ci sono dei parametri tecnici che non si possono spiegare facilmente, ma sui quali dovete avere fiducia nella società. Chiaramente è magari diverso da quello che si poteva pensare con il raggiungimento della Champions, però personalmente quello che si sta facendo mi sembra qualcosa di veramente buono. C’è anche da dire che la Roma ha già avuto due dilazioni e probabilmente adesso non ci sono più le condizioni per averne altre dall’UEFA». Insomma, un’immagine chiara di un allenatore partito con un’idea ma che ha dovuto scontrarsi con la limitazioni che ormai da anni affliggono i giallorossi.
Certamente rispetto a un anno fa Gasperini è decisamente più soddisfatto di come la Roma si è mossa e della reattività in alcune trattative, ma il target di calciatori che aveva immaginato al fischio finale di Verona-Roma non è lo stesso che ha ritrovato dopo quasi un’intera campagna acquisti, che peraltro deve ancora finire. «Mancano ancora due rinforzi, ma non prenderemo tanto per prendere. La rosa credo che sia più competitiva, questo sì. La squadra più o meno è quella, però abbiamo dei ragazzi che hanno molta voglia di giocare per la Roma e molta voglia di ottenere il massimo, e questo credo che sia un grandissimo valore.
Da segnalare il passaggio su Dybala, che dopo questo ritiro sembra convincere il tecnico sotto l’aspetto fisico, e non solo. «Lo vedo determinato e particolarmente forte. Ha fatto una preparazione che forse da tempo non riusciva a completare senza infortuni. Mi sembra più tonico e magari non ha più la velocità e la potenza di tiro di quando era più giovane, ma ha migliorato in tutto e per tutto altre caratteristiche e altre qualità. Credo che farà un grande campionato». Benedizione per Dybala e soddisfazione, seppur con rammarico di chi è arrivato a rinforzare una squadra che, va detto, non ha perso i suoi pezzi pregiati. Gasp è pronto a voltare pagina come sempre fa a mercato chiuso, ma prima si aspetta gli ultimi botti. Questa Roma gli piace, ma pensava di poter fare di più
FONTE: Il Tempo – L. Pes











