Con due sterzate stava vincendo la partita. Da solo. Due semplici cambi di direzione che hanno mandato in tilt la difesa del Bologna. Ma la stella polare romanista Donyell Malen, questa volta, ha fatto il miracolo a metà: ispirando il pareggio di Pellegrini ma stampando sul palo il possibile gol della vittoria. Alla fine al Dall’Ara finisce 1-1, con Roma e Bologna che si danno appuntamento alla prossima settimana. Per gli uomini di Gasperini è anche un grande sospiro di sollievo. Un pareggio, in rimonta, che rimette in piedi la qualificazione dopo l’iniziale svantaggio firmato Bernardeschi. O meglio, finalizzato dall’attaccante italiano ma pensato e costruito da Jonathan Rowe, ala sinistra di piede destro che per settanta minuti ha fatto impazzire la difesa giallorossa. Rowe, sinistro di piede destro. Sì, esattamente quel tipo di giocatore che la Roma rincorre da sei mesi e che ha portato ad acquistare nelle ultime ore del mercato di gennaio Zaragoza.
Talmente evanescente da far ripensare a Gasp il modulo scelto ad inizio partita. Fuori lo spagnolo, dentro Vaz. Rowe, dicevamo. Pensare che poteva essere un giocatore della Roma. Bloccato in estate dal club giallorosso in attesa che Sancho prendesse una decisione. Prestito con riscatto dal Marsiglia: era tutto deciso. Ma da Trigoria il semaforo verde non è mai arrivato. Sliding doors. Che Pellegrini spera di aver riaperto con il gol del pareggio. Una risposta alle ultime opache prestazioni e forse una promessa per il futuro, tutto ancora da decifrare. Facendo quello che gli chiede Gasp. Assist e gol, da aggiungere a quelli di Malen. Perché senza Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson, con Vaz ancora acerbo, Zaragoza e Venturino non giudicabili, l’attacco della Roma è tutto sulle spalle dell’olandese. E del numero 7. La miglior seconda punta a disposizione.
FONTE: La Repubblica











