Un po’ di rammarico c’è, come è anche giusto che sia. Anche se poi è più grande la soddisfazione per aver giocato alla pari con una squadra come l’Inter. «Tra l’altro campione d’Italia – dice alla fine Gian Piero Gasperini nella pancia dell’Olimpico -. chiaro che un po’ di delusione ce la portiamo a casa, visto il 2-0. Alla fine è uscita fuori una partita che deve però darci soddisfazione e consapevolezza. E la certezza che stiamo facendo dei passi avanti importanti. Anche se sui particolari possiamo diventare sicuramente più bravi».
Quello che resta negli occhi, però, è la differenza tra la prestazione della Roma nel primo e nel secondo tempo. A togliere sicurezze ai giallorossi ci ha pensato il gol di Lautaro ad inizio ripresa, dopo appena un minuto. Una cosa che era già successa con Atalanta e Fenerbahce. «Quel gol ha cambiato qualcosa, ridando energia all’Inter – continua Gasp -. Che è una grande squadra e che può far sempre gol. È vero, è la terza volta, non può essere una casuale. Tra l’altro il gol lo abbiamo preso in modo un po’ troppo superficiale, anche presuntuoso. Ma anche in difficoltà, sul 2-1 e con qualche giocatore affaticato, siamo sempre stati in partita, con la voglia di vincere, non abbia-mo mai rinunciato a giocare. E abbiamo avuto un’occasione clamorosa con Malen».
Come quella di Koné, almeno finché ha tenuto. «Il suo cambio è stata una mia scelta, Manu era indubbiamente calato. È da inizio stagione che non ha la tenuta dei 90 minuti. Resta un giocatore fondamentale per le sue caratteristiche, ma la tenuta non è ancora la stessa del gi-rone d’andata dello scorso anno. È entrato Pisilli che ha fatto bene, come Rensch. E nel finale di partita è cresciuto molto anche Soulé».
Quindi Gasp parla della ripresa, con il calendario che mette i giallorossi subito di fronte a Como e Real. «Dovremo essere bravi a far crescere tutta la rosa, il calendario è tremendo, ci serviranno le rotazioni dei giocatori, anche dall’inizio. In queste prime 5 partite ho cercato di affidarmi al blocco dello scorso anno, anche per dare ai nuovi la possibilità di potersi inserire bene. Ma lì diventa un altro tipo di campionato, una maratona. E dovrò avere il coraggio anche io di buttare dentro i nuovi dall’inizio. Ci servirà giocare in 20»
FONTE: La Gazzetta dello Sport



PRIMAVERA • MILAN-ROMA 0-1 (TABELLINO)







