Conte poteva essere alla Juve, se la Juve l’avesse voluto strappare al Napoli. Idem Gasperini, intervistato in estate da Comolli ma convintamente romanista alla fine del colloquio. Al Napoli dei mille infortuni (Anguissa, De Bruyne, Neres, Di Lorenzo) mancava solo l’ultimo ko di McTominay, assenza molto più grave di quella di Dybala per la Roma. Brutto colpo per Conte. Lo scozzese dà carica, verticalità, gol. È il giocatore totale, il punto di riferimento che trasforma la fase difensiva in incursione vincente. Dybala, sebbene in spazi ridotti rispetto al passato, può sempre cambiare da solo una partita: ma nell’economia di questa Roma il suo ruolo è meno decisivo. Gasp non ha neanche Koné, ma s’è ritrovato un Pisilli in crescita esponenziale.
La copertina andrà necessariamente ai centravanti: da quando c’è Malen, i giallorossi concretizzano l’occupazione dell’area come il Napoli fa con Højlund. Una svolta. Hanno ora altro peso davanti. Un dato spiega tante cose: tirano di più (4,9 contro 4,6 a partita), hanno le stesse occasioni pericolose (2,1), ma segnano di meno (29 a 36). Però la storia sta cambiando. Malen, acquisto invernale, è già a quota tre centri e Gasp gli ha dedicato un paragone eccellente, quanto impegnativo, con Vialli. Meno potente ma, come il Vialli juventino, il 9 di sacrificio, sponda e di gol. Ndicka avrà il suo bel daffare con il danese per aiutare Mancini (su Vergara) e Ghilardi. Il tridente giallorosso ha più interrogativi: impossibile la coppia di trequartisti Dybala–Soulé, a rischio Soulé–Pellegrini per la pubalgia dell’argentino.
In caso potrebbe essere Zaragoza-Pellegrini ma anche Cristante–Pellegrini, se Gasperini volesse schermare Lobotka fin davanti alla sua area: scelta conservativa non frequente per Gasp. Da seguire il probabile duello in mediana tra Elmas e un Pisilli in grande crescita e dall’agonismo che può insidiare il macedone. Napoli e Roma da un po’ viaggiano allo stesso ritmo. Nelle ultime sette giornate Conte ha fatto 14 punti e Gasp 13. Simili anche per le statistiche, possesso compreso, e per la continuità che non è il loro forte. Se il Napoli vince, resta forse un posto Champions. Se prevale la Roma, è ancora mucchio selvaggio.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











