Da Udine a Udine, nove mesi dopo, è un’altra Roma. Molti calciatori, tra cui Malen, sono gli stessi, Gasperini è sempre lì al comando ma se ricordate per un attimo quella che il 2 febbraio venne sconfitta dal gol di Ekkelenkamp, sembra quasi di parlare di un’altra squadra. (…). Oggi la Roma che si prepara alla trasferta di Manchester vola sulle ali dell’entusiasmo. E poco importa che sia terza in classifica, a -1 dall’Inter e soprattutto a -4 dalla sempre più sorprendente Lazio. Per una volta, il derby può attendere e lascia spazio ad una consapevolezza della propria forza che non ha eguali. I cinque gol di Udine – ma soprattutto i quattro segnati in appena 37 minuti – sono il manifesto dell’idea gasperiniana.
Segnano il centravanti, uno dei due trequartisti, un mediano e due centrali all’interno di una partita fatta di pressing asfissiante, raddoppi, gioco in verticale, trasformatasi presto in un tiro al bersaglio. Ok, l’Udinese di questi tempi non è il massimo ma questa Roma non fa differenze: domina e segna tre gol al Real Madrid (…), ne rifila quattro alla Fiorentina, al Lecce, allo Slovan e al Cagliari, recupera due reti al Napoli, mette paura all’Inter, resiste in dieci con una facilità disarmante al Como delle meraviglie. Numeri che si sommano ai 28 gol segnati in 10 giornate (…), miglior attacco del campionato con un +18 nella differenza reti, 12 calciatori già a segno in campionato che diventano 14 in stagione, capeggiati da quel Malen arrivato a quota 11 in 12 presenze, Europa compresa. Ma c’è di più e lo si deve a quel signore in panchina che non finisce mai di stupire. (…).
Statistiche che paradossalmente raccontano in parte quello che la Roma sta mostrando partita dopo partita. La squadra è autoritaria, straripante, capace di giocare a ritmi insostenibili e con un’intensità che prima o poi manda in tilt l’avversario di turno. Un piacere per gli occhi dovuto soprattutto al lavoro sul campo. Perché la rosa, certamente arricchita in qualità è comunque monca di un paio di pedine. (…). Senza contare che l’accelerazione è arrivata senza Dybala che prima della noia al polpaccio era il faro della squadra. Un ko che ha permesso a Soulé di tornare a splendere. E a pensarci bene, anche lui è un piccolo, grande paradosso. In estate si è fatto di tutto per cederlo. (…). Un leader, quello che per tanto tempo gli è stato imputato di non essere. L’ennesima magia di Gasp.
FONTE: Il Messaggero – S. Carina











