Il vantaggio di una partenza sprint è evidente. Ogni volta, però, la Roma si riduce a fare acquisti nelle ultime settimane, quando non negli ultimi giorni. La situazione attuale è che la squadra, persi i presțiti e Io svincolato Celik, con Pellegrini ancora nella terra di nessuno, oggi è più debole di quella che, battendo il Verona, è tornata in Champions. Gli alibi non mancano. Se cerchi calciatori forti devi mettere in conto la concorrenza. Il fardello del Financial Fair Play è sempre più pesante per qualcuno rispetto a qualcun altro. La Premier League, grazie anche a una divisione più equa dei diritti tv e dei proventi, è dominante sul mercato anche con squadre di seconda o terza fascia. Detto questo, è sotto gli occhi di tutti che il mercato della Roma è in grave ritardo e che, a fronte di tre storie finite male, Greenwood, Summerville e Celik, in ordine di importanza, non si è riusciti ad innescare subito una risposta.
La Roma, alla fine, farĂ un buon mercato e Gasperini ritroverĂ il sorriso. C’è però un pericolo nascosto: la svalutazione dei propri calciatori. SoulĂ© non può valere la metĂ di Summerville o Nusa, di sicuro vale piĂą di El Mala. E Dovbyk, anche dopo una stagione molto negativa, non dovrebbe andare in prestito se per il vice-Malen ti vengono chiesti 30 milioni di euro o piĂą. Gasperini ha bisogno di sei innesti: due esterni d’attacco, un titolarissimo come esterno sinistro di centrocampo, il sostituto di Celik, un vice-Malen e – se sarĂ ceduto per fare plusvalenza – il ricambio di KonĂ©. Tanta roba, per usare un brutto neologismo calcistico. Troppa?
FONTE: Il Corriere della Sera











