Malen dà un motivo, anzi tre, per sorridere ai tifosi della Roma cinque giorni dopo la scoppola di Milano e pochi minuti dopo le sconcertanti dichiarazioni prepartita di Ranieri contro Gasperini, che provocheranno inevitabilmente un terremoto nell’organizzazione societaria. Il tridente della Roma è lui, l’imprendibile olandese, capace di colpire all’inizio e alla fine del primo tempo e poi in avvio di secondo, tre gol con conclusioni ravvicinate e improvvise, il primo dopo un dribbling secco, il secondo a rifinitura di una bella triangolazione Pellegrini–Rensch (…), il terzo in controllo veloce su assist di Soulé. Tre lampi nel buio di una serata normale, in qualche tratto un po’ noiosa, subito indirizzata e poi esaltata dalla tripletta dell’attaccante, giunto alla rete numero 10 nella partita numero dodici. Si è trattato della prima tripletta di questo campionato (…), alla Roma non accadeva da più di due anni, dal 26 febbraio 2024, allora la realizzò Dybala contro il Torino. E con questi tre punti la Roma ha affiancato la Juventus e si è avvicinata a un solo punto dal Como, ovviamente in attesa delle sfide rispettivamente contro l’Atalanta a Bergamo e con l’Inter: (…).
Peccato per l’infortunio muscolare di Pellegrini, in un allungo a fine primo tempo con Aebischer: la sua qualità è sempre importante e anche ieri, alla partita di campionato numero 300 con la maglia della Roma, ha rischiato di segnare il gol numero 50, prendendo l’incrocio dei pali pieno su una punizione da 25 metri.
La partita era cominciata nello stupore dello stadio a mano a mano che venivano diffuse nell’aria le parole durissime di Ranieri alle emittenti Dazn e Sky nell’immediato pre-gara, preludio ad un divorzio che maturerà a questo punto prima del previsto. Ma la Roma per fortuna è sembrata immune dalla valanga polemica che si stava innescando ed è andata subito in vantaggio grazie ad un regalo della difesa toscana, su un rilancio senza troppe pretese di Ndicka completamente bucato da Caracciolo a favorire la partenza verso la porta di Malen, a cui si è frapposto Canestrelli, ma l’olandese lo ha saltato con un tocco verso l’interno e prima ancora dell’intervento riparatore di Caracciolo ha calciato forte dritto bucando anche Semper. Lì la partita si è congelata in un tran tran senza squilli perché il vantaggio ha calmato la Roma e non ha scaldato troppo il Pisa, assai poco propenso ad alzare le linee di cinque e tre uomini erette da Hiljemark per assorbire l’impatto con la Roma.
Touré e Angori erano gli esterni di una difesa a cinque, con l’ex Calabresi, Caracciolo e Canestrelli a completare il reparto, con Aebischer, Hojholt e Tramoni a metà campo e Leris e Moreo davanti, presi rispettivamente da Hermoso e Ndicka, mentre Ghilardi chiamato a sostituire Mancini, saliva spesso a guardia di Tramoni, mentre Pisilli era l’uomo delegato a marcare Aebischer, con Cristante più alto sul regista Hojholt. Dopo il gol di Malen la partita ha assunto un tono assai dimesso. Il Pisa ha provato a scuotersi prima con uno schema su calcio d’angolo ben progettato, ma rifinito male: sul corner battuto corto di Angori, il terzino dopo il triangolo ha scaricato all’indietro per Aebischer che però ha calciato altissimo. E poi con una bella combinazione tra Moreo (…) e Tramoni, bravo ad inserirsi a centro area tra Cristante (…) e Ghilardi (…), e a calciare al volo verso l’angolino più lontano, con traiettoria interrotta dal solito intervento decisivo di Svilar. Per tutta la parte centrale del tempo si è visto davvero poco di interessante.
La Roma è tornata a farsi vedere in avanti all’improvviso, a pochi giri dall’intervallo. Al 42’ Pellegrini si è guadagnato una punizione appena fuori dalla lunetta dell’area, ma curiosamente l’arbitro ha permesso la battuta solo 4-5 metri più indietro: l’ex capitano giallorosso non si è scoraggiato e nonostante la distanza (…) ha calciato forte ad aggirare la barriera esternamente, con parabola a rientrare verso la porta fino ad impattare esattamente all’incrocio dei pali. Neanche il tempo di rammaricarsene che un affondo a destra di Celik con cross basso in area è stato raccolto malamente sul secondo palo da Touré che ha lasciato la palla lì per Rensch che ha scambiato anche un po’ fortunosamente il triangolo con Pellegrini per poi servire Malen che ha dovuto solo accompagnare il pallone dentro la porta, per il gol del rassicuramente raddoppio. Poi, a pochi secondi dal fischio di chiusura del tempo, in un allungo su Aebischer, Pellegrini si è stirato il flessore e ha chiesto subito il campo, in una smorfia di dolore. Ma per non sprecare uno slot, Gasperini gli ha chiesto di restare in campo ancora qualche secondo.
Nella ripresa al suo posto è entrato El Shaarawy, ma non la Roma. Per qualche minuto la difesa giallorossa ha sbandato e al 4’ Hojholt ha sfruttato un buco lasciato da Pisilli e si è involato verso Svilar, ma poi come è capitato a tanti altri suoi colleghi in stagione anche lui ha tirato addosso al portiere giallorosso. Sliding door: pochi minuti dopo, su un rinvio del portiere del Pisa subito addomesticato, Soulé ha portato la palla velocemente nella metà campo avversaria e, sfruttando un gran bel taglio di Pisilli ad ingannare la difesa, ha servito in profondità ancora Malen che ha controllato il pallone e in una frazione di secondo l’ha scaraventato in porta, sorprendendo Semper. La partita è finita praticamente lì. I tecnici hanno dato fondo a tutti i cambi: Gasperini dopo qualche indecisione ha inserito El Aynaoui al posto di Soulé (…), poi Robinio Vaz per la standing ovation a Malen e Angeliño per Celik (…) e infine di Venturino proprio per lo stesso Rensch (…). Hiljemark ha messo invece Akinsanmiro, Piccinini, Loyola, Durosinmi e Coppola senza mai realmente impensierire Svilar, se non proprio con l’ex Viktoria Plzen Durosinmi pericolosamente proiettato un paio di volte in area. Poco da segnalare invece per la Roma, nonostante qualche ripartenza potenzialmente pericolosa. Alla fine l’interesse era più per quello che avrebbe potuto dire Gasperini in risposta a Ranieri. (…).
FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco











